campionato cinese tetto salariale
La bandiera della Cina (Foto Andrea Staccioli Insidefoto)

L’Amministrazione Generale dello Sport e l’Ufficio Nazionale di statistica della Repubblica Popolare Cinese ha reso noti la settimana scorsa i dati relativi all’industria dello sport nell’ultimo anno. Come riporta il sito “China Files”, il settore sport ha registrato una crescita del 15,7% rispetto all’anno precedente e il valore dell’industria sportiva si aggirerebbe attorno ai 2.2 miliardi di rmb (283 miliardi di euro).

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La produzione di articoli sportivi e di attrezzature rimane il core business dell’intero settore, e ne copre il 59%. Cresce il settore dei servizi (+59%), così come i settori degli eventi sportivi (+39,2%) e degli spettacoli (+47,5%). Tuttavia, la crescita più importante è quella vissuta dal settore delle infrastrutture e degli impianti sportivi: +94,7%. Il problema è che alcune di queste strutture sono state costruite per eventi specifici, ma in città dove non ci sono club professionistici, il che rischia di renderle inutilizzabili una volta esaurite le manifestazioni che vi saranno ospitate.

Il settore sportivo cinese continua comunque a progredire a ritmi consistenti al livello economico, con un incremento a doppia cifra che rende realistico il raggiungimento dei target nazionali (valore di 400 miliardi di dollari nel 2020 e di 750 miliardi nel 2025). Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi, servirà una rapida svolta verso il settore dei servizi e delle app (già in atto grazie anche a colossi come Tencent ed Alibaba) e quello del merchandising ufficiale, il più arretrato.




La sostenibilità di questa crescita dipenderà anche dal fatto di rendere i team professionistici in grado di generare ricavi, obiettivo che appare utopistico, almeno per il momento. Il Guangzhou Evergrande infatti, la scorsa estate ha pubblicato il rapporto economico di metà stagione, nel quale sono emersi numeri alquanto preoccupanti: a fronte di 260 milioni di rmb di entrate (33 milioni di euro) è stato registrato un deficit da 630 milioni di rmb (81 milioni di euro). La maggior parte delle entrate (189 milioni) deriva dalle sponsorizzazioni private e degli accordi collettivi con la Lega, mentre solo 5,85 milioni dal merchandising e dal ticketing allo stadio.

1 COMMENTO

  1. Molti giornali hanno ripreso questa notizia della crescita dello sport in Cina e l’hanno più o meno tutti subito associata al calcio, che qui è lo sport per eccellenza.
    Ma il calcio in Cina oggi è circa come qui in Italia il baseball o il cricket.
    E basta vedere anche quei numeri citati sotto del Guangzhou Evergrande.
    33 milioni sono i ricavi del Chievo o dell’Empoli.
    La Cina ha avuto interesse qui da noi soprattutto per i giocatori comprati a prezzi irreali, specialmente quelli a fine carriera. Con tanto di contorno popolare che sono “sciocchi” e “ingenui”, anche se governano mezzo calcio Europeo e quello Italiano.
    INFRONT, che gestisce la vendita dei diritti televisivi, è Cinese, ad esempio.
    Ma gli “acquisti folli” lo erano per ragioni che col calcio non c’entrano molto, c’entrano con l’esportazioni di capitali in nero, sia sul fronte dei diriitti sportivi che su quello ingaggi.
    Poi il Governo Cinese ha messo dei freni, in particolare chi compra un giocatore deve versare una cifra, che credo sia simile, al Ministero dello Sport. Per cui i grandi affari con la Cina con cui alcuni Club Occidentali sistemavano i conti sono diminuiti drasticamente.
    La Cina è un mercato molto promettente, ma per il futuro. E inoltre la loro idea di sviluppo del calcio è diversa dalla nostra e non tutti qui l’hanno capito, per cui alcuni hanno dei modelli di penetrazione che non sempre sono i più adatti.

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