intervista Bentancur DAZN
Rodrigo Bentancur esulta dopo il gol alla Fiorentina (Foto Antonietta Baldassarre / Insidefoto)

Siamo alla vigilia della sfida tra Juventus e Roma, match clou della 17esima giornata di Serie A (clicca qui per sapere come seguirla in Tv) e DAZN ne ha approfittato per intervistare Rodrigo Bentancur, centrocampista che si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nello scacchiere della squadra pluricampione d’Italia.

Il giocatore ha innanzitutto rivelato le emozioni al momento del suo arrivo in una squadra che punta a primeggiare in Italia e in Europa, ma anche come sia cresciuto in questi mesi: “Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: ‘Qui bisogna vincere e basta. Ne parlavo anche con lo staff qui, io è come se avessi fatto una preparazione lunga un anno e mezzo. Sono arrivato molto esile, ora ho preso 6kg di massa muscolare. Sono migliorato molto. Allegri? E’ stato molto importante, mi ha dato fiducia. Quando non giocavo ed ero scontento, lui mi tranquillizzava, mi diceva: Rodrigo tranquillo, non voglio bruciarti, vedrai che toccherà anche a te”.

L’argentino ha acquisito anche maggiore duttilità per essere ancora più utile ad Allegri: “Gioco sia da mezz’ala che in mezzo, anche se io sono cresciuto giocando da centro destra in un centrocampo a 4. Mi ispiro a molti giocatori, ma su tutti seguo Pjanic e Busquets. Vedendoli cerco di imparare”.



A partire da questa stagione il giocatore ha inoltre avuto la possibilità di conoscere un campionissimo come CR7 e questo non può che essere un onore per un giovane come lui: “Conobbi Ronaldo al Mondiale in Russia, ci incontrammo all’antidoping dopo Portogallo-Uruguay, eravamo io, lui e Luis Suarez. Mi riconobbe e mi chiamò per nome, non ci potevo credere. La prima volta che l’ho visto allenarsi qui a Torino ho pensato: è un animale. La maniera in cui si allena è eccezionale, dà sempre il 100% e poi in gruppo sembra un ragazzino, scherza sempre.

L'idea di trasferirsi in un Paese diverso dal suo, soprattutto per un ragazzo così giovane, inizialmente lo ha un po' spaventa, ma alla fine l'esperienza si sta rivelando positiva: “Quando mi dissero della possibilità di venire alla Juve fui preso dal panico. Pensavo: ora devo andare in Italia, solo con mio padre, lasciare la mia famiglia, imparare l’italiano, come faccio? Alla fine ero molto contento, ma anche bel pò spaventato”

Bentancur ha parlato anche dei suoi primi passi da calciatore: “Per tutti io sono Lolo, perchè mio fratello minore da piccolo non riusciva a pronunciare Rodrigo, diceva ‘Loligo’ e da lì è rimasto Lolo. Da piccolo ero molto più alto degli altri bambini, almeno una spanna in più. Per questo dopo ogni vittoria, i padri dei bimbi della squadra avversaria mi chiedevano il documento per dimostrare che avessi la stessa età di tutti gli altri”.

Infine ecco un accenno alla scelta del suo numero di maglia: "Perchè gioco col 30? E’ un numero che presi al Boca e che chiesi anche una volta arrivato a Torino. E’ il giorno in cui nacque mia madre, mi segue e mi porta fortuna da lassù”.

SEGUI LE PARTITE DELLA JUVE SU DAZN: CLICCA QUI PER ATTIVARE IL SERVIZIO GRATIS PER UN MESE

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here