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Dorothea Wierer in gara alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018 (foto Insidefoto.com)

Sarà quasi certamente un duello fra Milano-Cortina e Stoccolma per l’assegnazione dei Giochi Olimpici invernali del 2026. La strada per la candidatura italiana in realtà sembrerebbe tutta in discesa, considerato che, alla pari di Calgary, anche Stoccolma ha parecchi problemi di natura politica ed economica fra governo nazionale e autorità locale.

Il 28 novembre il dossier sulla candidatura italiana sarà presentata al Cio, a Tokyo, dal presidente del Coni Malagò, che volerà in Giappone insieme con il sindaco di Milano Sala e il governatore del Veneto Zaia. L’assegnazione delle Olimpiadi della neve del 2026 si sta rivelando una specie di percorso a ostacoli, lungo la strada infatti sono già ‘cadute’ altre candidature eccellenti, su tutte quella della giapponese Sapporo già sede dei Giochi nel 1972 (anche Calgary le aveva già ospitate nel 1988), e poi anche di Sion (Svizzera), Graz (Austria) ed Erzurum (Turchia).



Intanto in Canada è attesa una convocazione del consiglio municipale di Calgary, per la valutazione del referendum consultivo e le conseguenti decisioni, cioè il ritiro formale della candidatura. In teoria il consiglio comunale potrebbe non tenere conto delle indicazioni dei cittadini e proseguire la sua corsa per i Giochi 2026, ma in realtà oltre ai problemi economici che hanno messo in crisi il progetto, ce ne sono anche diversi di natura politica fra governo federale, provincia e città nella gestione dell'evento, per cui difficilmente le autorità locali potranno trovare lo spazio per una non ratifica dell'esito referendario.

Sul tema Olimpiadi è intervenuto anche il ministro dell'interno Matteo Salvini. «Se non bastano i fondi privati, faremo noi l'ultimo sforzo», ha detto in un'intervista a Leggo.it. «Ho visto il progetto, è uno di quelli a minor impatto economico della storia anche perché moltissime infrastrutture già ci sono». All'obiezione che il governo ha scelto di non destinare fondi al comitato organizzatore, il ministro risponde «se non bastano i fondi privati faremo noi l'ultimo sforzo. Penso che sia così affascinante il progetto delle Olimpiadi italiane alpine che i fondi privati si trovano. Certo se poi serve una mano ti portano un ritorno di immagine, di positività che vale la pena». Infine, a una domanda su cosa pensi della sindaca di Roma Virginia Raggi che invece ai Giochi disse di no, il ministro risponde: «chiedetelo a lei. Non lo so. Se guardiamo come sono finite alcune città olimpiche c'è poco da star sereni. Io voglio guardare positivo».