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I giocatori della Juventus festeggiano dopo un gol (Foto Federico Tardito / Insidefoto)

Partite di Serie A all’estero – Portare una partita di Serie A all’estero per accrescere la visibilità del massimo campionato italiano. E’ questa l’idea di Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer della Juventus, che in un’intervista rilasciata alla BBC si è espresso sulla questione.

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Partite di Serie A all’estero, Ricci: «Portare all’estero uno dei 38 incontri è una buona opzione»

«Rendere la Serie A più globale è davvero importante. Portare all’estero uno dei 38 incontri della stagione è una buona opzione», ha spiegato Ricci. L’Italia ha già provato a giocare all’estero la finale di Supercoppa italiana, trofeo che a partire dal 1993 si è disputato per 9 volte oltre i confini nazionali. Tuttavia, la possibilità di esportare un match di Serie A aiuterebbe a dare visibilità al torneo, e magari a colmare il gap che separa – ad esempio – il massimo campionato italiano dalla Premier League. Il torneo inglese incassa dai diritti Tv 770 milioni di sterline annui in più.




Partite di Serie A all'estero, Ricci: «Un modo per esportare qualcosa di diverso da un'amichevole»

La questione delle gare all’estero è all’ordine del giorno anche in Spagna. Il Barcellona dovrebbe infratti affrontare il Girona in una partita valida per la Liga spagnola a Miami il 26 gennaio, anche se per ora molti attori sembrerebbero contrari all’idea: dalla FIFA ad alcuni club.

Ricci spiega in ogni caso che la Serie A deve cercare di tenere il passo con i campionati europei di maggior successo commerciale e comprende perfettamente la logica che si cela dietro un incontro da disputare oltre i confini nazionali, anche se allo stesso tempo ammette la necessità di trovare un equilibrio. «Se guardiamo ad altri campionati più sviluppati in termini di strategia commerciale, NBA e NFL, stanno esportando una o due delle loro partite all'estero, nel Regno Unito o altrove in Europa. Penso che si tratti di una buona strategia, è un modo per portare all’estero qualcosa di diverso da un’amichevole». «La chiave – ha concluso Ricci – è trovare il giusto equilibrio tra quello che è il bisogno commerciale e non perdere il DNA di casa, che è l'essenza del calcio».

1 COMMENTO

  1. Questo signore è lo stesso che ha fatto firmare contratti capestro per la Juventus come quelli con Adidas e Jeep che danno alla Juventus una cifra sottavalutata e di lungo termine rispetto il valore del brand

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