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Giancarlo Giorgetti (Foto Samantha Zucchi Insidefoto)
Giancarlo Giorgetti (Foto Samantha Zucchi Insidefoto)

Dopo la riforma del Coni il governo mette mano al mondo dei procuratori sportivi ed annuncia un “provvedimento serio e rigoroso” per regolare questo fenomeno, con un pacchetto di nuove norme che verranno inserite sotto forma di delega in un collegato alla legge di bilancio, da approvare entro la primavera del 2019″.

E’ quanto dichiarato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, a Primaonline (qui l’intervista integrale), in vista della pubblicazione de “Il Grande libro dello Sport 2019”.

«Obiettivo del governo», ha spiegato Giorgetti, «è normare l’attivita dei procuratori sportivi circoscrivendo la rappresentanza a una sola delle parti in causa, evitando contrapposizioni e conflitti di interessi che ad oggi caratterizzano molti casi. Ma servirà anche mettere a punto maggiori controlli sui flussi finanziari. Abbiamo trovato anche i meccanismi».



Ma non ci sarà solo la riforma dei procuratori sportivi nel collegato alla legge di bilancio da approvare entro la primavera 2019, ma anche novità per il mondo del semiprofessionismo e per le piccole realtà, come l'istituzione delle "imprese sportive" e il riconoscimento e la normazione dei "professionisti dello sport".

Una dimensione "dove può inserirsi il mondo del semiprofessionismo, che deve tornare nel calcio, penso alla Lega Pro, perché il professionismo fino a quel livello non è in grado di reggere", ha spiegato ancora il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Nel collegato alla manovra sarà inserita dunque la costituzione delle cosiddette imprese sportive, "che si collocano a metà strada tra l´associazionismo sportivo dilettantistico e le grandi società", pensate per quelle "piccole realtà che vogliono darsi una dimensione aziendale".

Ma ci sarà anche la definizione e il riconoscimento giuridico della figura del professionista sportivo (istruttori, tecnici e così via che operano per conto proprio), con lintroduzione di una flat tax al 15% sul modello delle norme contenute nel dl fiscale, con burocrazia e contabilità semplificate, per dare riconoscimento di diritti e tutele, a cominciare da quelle previdenziali, a queste figure finora gravemente penalizzate.

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