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L’effetto Cristiano Ronaldo non ha avuto gli effetti sperati, almeno per ora. A livello internazionale, come sottolinea oggi Il Messaggaro, la Serie A continua ad avere poco appeal.

Il quotidiano romano sottolinea come il gruppo IMG, che nel 2017 si è aggiudicato i diritti per trasmettere la massima serie all’estero per il triennio 2018-2021, starebbe avendo delle difficoltà a rientrare dell’investimento fatto.

I 340 milioni di euro derivanti dall’accordo con la Lega di Serie A e aumentati fin quasi a 380 grazie al betting, ai costi per la trasmissione del segnale, ai diritti d’archivio dei 20 club e a quelli per il marketing e la promozione, rischierebbero di diventare un boomerang per la stessa IMG.

Secondo Il Messaggero, che cita una ricerca di Sport Business International, l’intermediario USA ha finora incassato solo 280 milioni dalla commercializzazione dei diritti della Serie A. All’appello, per andare in pareggio, mancherebbero circa 100 milioni.

IMG, interpellata telefonicamente dal Messaggero, ha preferito non commentare la ricerca di Sport Business International.

Al momento l’intermediario è vicino a chiudere accordi in Malesia e Singapore, e in Giappone, anche se a cifre (tra gli 8 e i 14 milioni) inferiori rispetto a quelle preventivate.

Le principali entrate mancanti riguardano il mercato sudamericano, una delle aree con più appassionati in assoluto, e la Scandinavia.

IMG lancia Serie A Pass, servizio OTT per vedere il calcio italiano all’estero

In Cina i diritti sono stati ceduti solo a PPTV, lo scorso anno una gara era trasmessa da CCTV. Un passo indietro rispetto le premesse iniziali, la maggiore visibilità ed esposizione, con cui il colosso americano aveva fatto breccia tra i presidenti della Serie A. I quali hanno premiato l’offerta qualitativa. Tanto da ricevere anche uno sconto (si parla di 4,8 milioni a stagione) in virtù dell’intesa raggiunta negli Stati Uniti con Espn.

IMG si è dotata di un servizio di abbonamento OTT, ‘Serie A Pass’, con il quale si possono vedere in diretta tutte le 380 partite della massima serie, che porterà ulteriori ricavi. Anche se l’agenzia americana punti a siglare contratti con i broadcaster tradizionali (più redditizi).

5 COMMENTI

  1. Se gli stadi italiani sono “invendibili” all’estero è solo colpa del 90% dei club di serie A. Barriere incivili, campi vergognosi fanno si che la serie A non abbia appeal. Inoltre la serie A è un campionato grazie al limite di tesseramento degli extracomunitari(la bundesliga per esempio è ricca di giocatori asiatici) non attrae africani e asiaticie, ciò fa si che la serie A con i soli giocatori di “razza” bianca sia poco intenso ed attrattivo.
    La prima squadra penalizzata del poco appel della serie A è la Juventus e per questo Agnelli dovrebbe far fuoriuscire dalla Lega la Juventus e trattare i diritti tv in via esclusiva.

  2. Normale… Un campionato dove vince sempre la stessa squadra da 7 anni..e quando sta per perdere miracolosamente accade linverosimile e vince ancora non puo mai avere appeal al estero!

  3. Provate a fare : 10 squadre, 4 turni per un totale di 36 partite. 5 partite a orari tutti diversi. Una sola retrocessione. Diritti televisivi quindi divisi per 10. Non 20. Sicuramente avremo squadre piu’ ricche e forti. Partite piu’ incerte. Proviamo a fare 3 anni cosi’. Poi se non va bene si torna alle 20 squadre con juventus- frosinone e napoli – empoli.

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