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Veronica Diquattro (foto: ufficio stampa DAZN)
Veronica Diquattro (foto: ufficio stampa DAZN)

«C’ è gente che non avrebbe mai pagato un abbonamento a costi elevati e altra che si muove nel territorio, fuorilegge, della pirateria: noi diamo un prodotto di qualità, accessibile, flessibile e a costi contenuti».

Così Veronica Diquattro, vicepresidente esecutivo di DAZN, in un’intervista rilasciata a L’Economia del Corriere in cui fa il punto dopo i primi mesi dal lancio della piattaforma di sport e streaming on demand del gruppo Perform.

«Non tutti hanno capito che questo è solo l’inizio di un percorso. Che è un cambiamento di abitudini rispetto alla tv tradizionale: che c’è molto di più con i contenuti che andremo ad aggiungere quest’ anno e il prossimo (dai campionati esteri: dalla Liga, alla boxe passando per il rugby ndr)», sottolinea la responsabile di DAZN in Italia,

«Partiamo dal concetto di rendere lo sport accessibile a tutti, noi la chiamiamo “democratizzazione”». Che vuole dire superare il tradizionale modello delle pay-tv e dall’altra parte far pagare quel pubblico che scroccava le partite sui siti illegali offrendo un’alternativa.

E i problemi tecnici di cui tanti si sono lamentati all’inizio? «Sono stati caratterizzati da una serie di fattori nei primi week end e poi risolti. Gli investimenti c’erano e ci sono per ottimizzare il servizio e potenziare ancora la infrastruttura in modo indiretto insieme ai nostri provider globali in termini di content delivery network. E in più lavoriamo sull’integrazione con le varie applicazioni».

Da pochi giorni la piattaforma è disponibile anche nell’ ambiente di SkyQ.

I numeri per ogni singola partita sono top secret, gli ultimi resi noti risalgono al 1° settembre, a Parma-Juventus, con più di un milione di spettatori.

Non ci vuole un genio per capire che all’ottava giornata di campionato si viaggia su livelli più alti: le ore in streaming nell’ ultimo mese – rivela Diquattro – sono 8,3 milioni.

«È il totale di quanto hanno visto gli utenti negli ultimi trenta giorni. È leggermente inferiore al dato di Paesi dove DAZN è più affermato, come la Germania, ma non è lontano. Bisogna considerare che lì siamo presenti da due anni, qui da pochissimo. Le prospettive di crescita in Italia sono molto alte e anche il passaggio dalla fase gratuita (un mese di prova, ndr) a quella a pagamento è in linea con le aspettative».

Altre statistiche, inedite: «Il 45% utilizza DAZN dalle smart tv ed è un trend in crescita. Smartphone, tablet, pc e altri dispositivi contano per il 55%, a conferma che la flessibilità del “mobile” è particolarmente apprezzata».

Ma non è che partendo dallo sport DAZN punta ad allargarsi, magari per fare concorrenza a Netflix e Amazon? «No, lo sport è nel nostro dna. Ci saranno nuovi contenuti, sempre più personalizzati. Documentari e altro. Ma non vedrete film o serie tv». Palla al centro, domenica si ricomincia.

 

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