Nocerina, arrestato il patron Citarella. Confiscate quote societarie, barca e hotel

Il numero uno della…

Nocerina

Il numero uno della Nocerina, Giovanni Citarella, classe 1968, è stato arrestato insieme al fratello minore Christian (classe ’70) e al cognato Alfonso Faiella (del 1973) con l’accusa di aver creato fondi in nero per pagare i calciatori. La Guardia di Finanza ha anche disposto il sequestro di beni e quote societarie “per centinaia di milioni di euro”. Non bastava dunque il terremoto che aveva scosso il calcio campano, la Lega Pro e via via tutta Italia per quel derby-farsa giocato in casa della Salernitana dopo le minacce da parte dei tifosi della Nocerina. Una partita durata appena una manciata di minuti e poi interrotta a seguito di una serie di infortuni “fasulli” da parte dei giocatori ospiti, che hanno costretto all’interruzione della gara.

Indagini partite da assegni smarriti

Nella ricostruzione dell’operazione “Nuceria” diffusa stamane dalle forze dell’ordine si fa riferimento a un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Nocera Inferiore su richiesta della Procura. “Ai tre soggetti”, spiega il Comando provinciale della Gdf di Salerno, “viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla emissione di fatture false ed al trasferimento fraudolento di valori (fittizia intestazione di beni)”. Si tratta di un’operazione a tappeto, che riguarda ben 136 indagati: “Ad essi vengono contestati reati tributari (infedele dichiarazione, omessa presentazione della dichiarazione, emissione ed utilizzo di fatture false), fittizia intestazione di beni e riciclaggio”.

Le indagini della Fiamme gialle sono durate oltre due anni e sono partite dalla semplice denuncia di smarrimento di cinque assegni, dal valore di 55 mila euro, emessi dalla Nocerina, presentata da un calciatore allora tesserato per il club rossonero, attualmente penultimo nel girone B della Prima Divisione di Lega Pro. Spiega ancora la Gdf: “Le attività di polizia giudiziaria esperite – in special modo gli accertamenti bancari, (particolarmente estesi ed articolati, nonché i relativi riscontri, che hanno riguardato anche l’operato di funzionari di banca), perquisizioni ed acquisizioni documentali – hanno portato alla luce un ‘universo societario‘ composto da numerose persone giuridiche – accomunate tutte dalla gestione uti dominus (come se ne fosse il proprietario, ndr) da parte di un’associazione a delinquere composta dai fratelli Citarella e da Faiella”.

Le società cartiere per fondi occulti

Nel dettaglio, i tre – insieme ad altri indagati – avrebbero creato un sistema di soggetti giuridici composto dalle cosiddette “società cartiere”, intestate a nullatenenti (alcuni erano clochard senza fissa dimora, emerge dalla nota Gdf), o su società solo in parte attive nell’esecuzione di appalti pubblici della Provincia di Salerno.

Questo universo di società sarebbe servito a creare fatture in eccesso di prestazioni a favore di terze società, realmente operanti ed in affari con la famiglia Citarella. La Gdf dice che per ammissione dello stesso patron della Nocerina “si sono create ‘disponibilità finanziarie’ (in altre parole fondi occulti) in contanti per procedere al pagamento di ‘tangenti’ per l’aggiudicazione ‘irregolare’ degli appalti pubblici. Tutto ciò è stato possibile con il coinvolgimento attivo di funzionari e anche operatori di banca che hanno consentito l’effettuazione di operazioni di sportello a soggetti privi di qualsiasi autorizzazione rispetto al rapporto movimentato, nonché con grave danno per l’Erario”: le società cartiere non hanno mai dichiarato alcun reddito e hanno evaso imposte dirette ed indirette per svariati milioni di euro. Dalle indagini è emerso che Citarella “ha posto in essere plurime condotte di intestazione fittizia di beni e quote societarie avvalendosi oltre di soggetti nullatenenti anche di familiari”.

“Veicoli” per pagare stipendi in nero a calciatori e staff

Ma come rientra la Nocerina in questo? Secondo la Gdf le “cartiere” sono servite a “pagare in nero ingenti somme di denaro a calciatori professionisti militanti nella società calcistica A.S.G. Nocerina S.r.l. nonché ad altri tesserati/dipendenti della menzionata società sportiva (allenatore, magazziniere etc)”; a “effettuare ‘quale interposto soggetto economico’ prestazioni di sponsorizzazione a favore di soggetti utilizzatori, da considerarsi relative, per buona parte, a operazioni inesistenti. Tutto questo ha comportato sottrazione di materia imponibile per milioni di euro, rendendo l’erario ‘vittima’ del complesso sistema architettato”.

I sequestri: la Nocerina, l’hotel, 95 auto e moto …

A corollario dell’operazione, le Fiamme Gialle hanno anche disposto il sequestro preventivo di un patrimonio valutato in “centinaia di milioni”, anche se la stima è in corso: vi rientrano società intestatarie “di un notevole patrimonio immobiliare”, il 42% del capitale della Nocerina, il 50% della società che gestisce il Park Hotel di Mercato San Severino (Salerno, quello dove è avvenuta l’aggressione dei tifosi prima del match con la Salernitana). In complesso, sono finite congelate le quote di 54 società, 53 fabbricati tra appartamenti, villini, negozi, locali commerciali e box, sei terreni, 95 tra auto e moto, una barca, somme di denaro depositate in 150 tra conti corrente, libretti di deposito e deposito titoli. “Infine, è stato disposto il sequestro per equivalente ai fini tributari, corrispondente all’imposta evasa, pari a circa 34 milioni di euro“.