bari radrizzani

Il Bari prova a puntare alla Serie C. Il sindaco di Bari Antonio Decaro oggi proverà a convincere il commissario straordinario Fabbricini della Figc a riaprire i termini per 4 ulteriori ripescaggi che completino l’organico della C, fermo a 56 società. E aprendo una porta alla immediata risalita in Serie C della nuova società.

Una missione complicata, come spiegato anche dal presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina. «Ciò che avviene sopra di me, non dipende dalla mia volontà. Ma se si devono tenere presenti le regole, allora devo dire che i margini di una partecipazione del Bari al campionato di serie sono inesistenti», ha detto Gravina alla Gazzetta del Mezzogiorno.

«Occorre confrontarsi con una situazione di fatto che non consente scorciatoie – ha proseguito -. I termini per una riammissione sono scaduti da tempo. Ed è un particolare che non riguarda solo il Bari, ma tutte quellerealtà che non hanno presentato domanda o fossero sprovviste di requisiti entro le note scadenze».

«Il format è determinato dalle formazioni che hanno requisiti e diritto di partecipazione al torneo. Già in passato, siamo partiti con lacune di organico. Abbiamo rinviato i calendari solo per aspettare gli esiti dei ripescaggi in serie B. Ma il 22 presenteremo i calendari ed il due settembre partirà il campionato. Noi siamo pronti».

Gravina candidatura presidenza Figc
Il presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina (Insidefoto.com)

De Laurentiis è una garanzia di solidità e competenza. Ma forse dovrebbe evitare di illudere la piazza con il discorso sulla serie C. In fondo, conosce bene i limiti sulle multiproprietà. Il regolamento impedisce di possedere due squadre nelle categorie professionistiche. Si può avere una squadra professionista ed una dilettantistica: se poi quest’ultima sale di categoria, allora si entra in regime di deroga, fino ad  un’eventuale concorrenza nella stessa categoria. L’esempio di Lotito è eloquente: la Salernitana è arrivata in B partendo dalla serie D».

«Non posso oppormi alle determinazioni della Federazione. Dico soltanto che si creerebbero pericolosi precedenti
in un momento in cui, invece, il nostro calcio ha un terribile bisogno di certezze e di proprietari in grado di portare avanti progetti seri», ha concluso Gravina.

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