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Il manifesto ufficiale dei Mondiali di Russia 2018

Nella giornata di domenica andrà in scena la finale dei Mondiali di Russia 2018: la Francia, qualificata ai danni del Belgio, sfiderà la Croazia, vittoriosa per la terza volta di fila oltre il 90′ e capace di ribaltare il risultato contro l’Inghilterra.

Il prologo all’evento finale della competizione andrà invece in scena sabato pomeriggio alle ore 16:00 con la sfida 3/4 posto tra i diavoli rossi e i Southgate boys.

Proprio la nazionale dei “Tre Leoni” è la sorpresa di queste semifinali: se si fosse qualificata, la finalissima si sarebbe giocata tra le due squadre a maggior valore del Mondiale (1.410M€ Francia e 1.386M€ Inghilterra). Invece i croati (416M€) sfideranno i transalpini: sulla carta la sfida è impari sia per la differenza in termini assoluti (994M€), sia per il fatto che la Francia vale il 338% della rosa di mister Dalić.

La squadra di Deschamps è meno “esperta” (teoricamente), con un’età media di 26,1 anni (tra le più giovani dell’intera competizione con la stessa Inghilterra e la Nigeria) a fronte dei 28,0 anni dei croati. Statistica da prendere però “con le pinze” dato che la stella più splendente dei bleus è quel Kylian Mbappè, classe 1998, già da due anni ai massimi livelli, e che tanto ha incantato (addetti ai lavori e non) nel corso della campagna di Russia.

E’ sempre l’attaccante del PSG il giocatore più costoso in campo (ma non l’ultimo rimasto nella competizione: Kane, che giocherà la finale 3/4 posto alla ricerca del consolidamento della sua golden boot, vale infatti 201M€): il gioiello di Bondy ha un prezzo potenziale di mercato pari a 187M€ (pre-mondiale) con un valore pari al 45% dell’intera Croazia.

Score molto simile anche per quanto riguarda la casella reti segnate / reti subite: la Francia ha realizzato 10 reti (7 nella fase a eliminazione diretta) a fronte di 4 reti concesse (3 dagli ottavi in poi). Medesimo record per la Croazia (10-4) se consideriamo i 90′ regolamentari, ma 12 reti segnate (5 nella fase a eliminazione diretta) e 5 subite (4 dagli ottavi in poi) se consideriamo l’intera durata della gara.

Simili statistiche anche per la fase di possesso palla e di sviluppo del gioco: 484,3 passaggi/gara e 80,8% di positività per Modric & Co, a fronte di 461,5 passaggi/gara e 82,9% per Griezmann e soci. Complessivamente i croati hanno ottenuto un possesso del 54,5%, i francesi del 51,3%.

I balcanici producono 14,3 tiri per gara (di cui 7,2 da fuori area), a fronte di 12,3 conclusioni da parte dei galletti (5,7 da “out of the box”). La zona di prevalenza in fase d’attacco è la fascia sinistra (45% sul totale zone offensive; 22% dal centro, 33% dalla destra) per la Croazia (determinante la presenza di Perisic), mentre è l’opposto per la Francia: 42% da destra (ma qui gioca prevalentemente Griezmann), con 21% dal centro e 37% da sinistra (dove è schierato Matuidi che fa più da “equilibratore” che da ala offensiva). Le zone di conclusione finale verso la porta sono invece più simili: 4% nell’area piccola per entrambe, 50% la Francia (51% la Croazia) nell’area di rigore e il restante 46% (Francia) e 45% (Croazia) da fuori area.

Difensivamente vanno leggermente meglio i francesi: 8,5 tiri concessi / gara contro i 13 degli croati. Per gli avversari è difficile calciare in porta nell’area piccola in entrambi i casi: 2% dei tiri concessi. Tuttavia gli uomini di Dalić hanno concesso molte più conclusioni dall’interno dell’area (67%) contro il (49%) dei ragazzi di mister Deschamps. A complemento le conclusioni da “fuori”: 30% Croazia, 49% Francia.

Infine una nota valida per le statistiche extra-campo: l’incontro è un inedito assoluto nella storia delle finali, ma non della storia dei Mondiali: infatti, era l’8 luglio del 1998, la Francia vinse in rimonta per 2-1 (doppio Thuram in risposta a Suker) sulla Croazia, qualificandosi per la finale vinta poi per 3-0 contro il Brasile (doppietta di Zidane).

Questa sarà la terza finale mondiale per i francesi, a fronte di 15 partecipazioni (20%): una vinta (il già citato Mondiale del 1998), una persa (contro l’Italia nel 2006). La Croazia, paradossalmente, ha la stessa media dei rivali: 5 partecipazioni al mondiale, una finale (20%).

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