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(Andrea Staccioli/Insidefoto)

Sanzione Inter fair play finanziario – Come funziona l’accordo tra l’Inter e l’Uefa per il fair play finanziario? Fino a quando durerà la sanzione? Le risposte sono contenute nei documenti allegati all’emissione del bond da 300 milioni di euro negli scorsi mesi.

Tra le pagine, infatti, la società nerazzurra ha voluto spiegare agli investitori anche la sanzione emessa dall’Uefa per il FPF nel dettaglio.

«Al termine dell’anno fiscale conclusosi il 30 giugno 2014, l’Inter è risultata essere non conforme (out of compliance) con i limiti del break-even imposti dall’Uefa ed è stata rimandata al Club Financial Control Body (“CFCB”). Il 6 maggio 2015, l’Inter ha negoziato un accordo con l’Uefa che ha imposto sanzioni finanziari, operative e sportive per le stagioni 2015/2016 e 2016/17, con la possibilità che queste sanzioni venissero estese alle stagioni 2017/18 e 2018/19 nel caso in cui l’Inter non avesse rispettato i termini dell’accordo», si legge nel documento.

fatturato suning 2017
(foto Insidefoto.com)

«Il settlement agreement ha imposto sanzioni finanziari di cui una  sanzione iniziale e incondizionata di 6 milioni di euro che è già stata pagata, e una sanzione addizionale di 7 milioni di euro per anno nel caso in cui le condizioni finanziari per gli esercizi chiusi al 30 giugno 2016 e 30 giugno 2017 (ovverosia la chiusura rispettivamente con un -30 e a break-even dell’esercizio ai fini Uefa) superassero il limite consentito di meno di 10 milioni di euro. Nel caso in cui il limite superasse i 10 milioni di euro, l’Inter potrebbe essere rimandata alla adjudicatory chamber per possibili nuove sanzioni».

«Inoltre, il settlement agreement prevede sanzioni operative, come un rapporto massimo del 60% tra costi del personale e ricavi per gli esercizi chiusi al 30 giugno 2016 e 2017 e un livello massimo di ammortamenti e svalutazioni di i costi per l’acquisizione dei giocatori negli esercizi chiusi al 30 giugno 2016 e 2017 non superiori a quelli rilevati nell’esercizio precedente».

«Il settlement agreement ha inoltre imposto sanzioni sportive:

  • un limite di 21 giocatori che possono essere registrati per le competizioni UEFA Champions League o UEFA Europa League nella stagione 2015/2016 e un limite di 22 giocatori nella stagione 2016/2017, con la possibilità che tali limiti si estendano alla UEFA Champions League o alla UEFA Europa League per le stagioni 2017/2018 e 2018/2019 nel caso in cui l’Inter non rispetti le sanzioni finanziarie previste dall’accordo;
  • è consentito ai giocatori appena acquisti di essere registrati per UEFA Champions League o UEFA Europa League nelle stagioni 2015/2016 e 2016/2017 nella misura in cui il costo dei nuovi giocatori registrati sia pareggiato dai proventi dei giocatori che escono dalla lista, con la possibilità di eccezione per un giocatore designato nella stagione 2015/2016 e di due giocatori designati per la stagione 2016/2017, con possibilità di proroga delle stagioni 2017/2018 e 2018/2019 se l’Inter non dovesse rispettare le sanzioni finanziarie previste accordo».

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«Nell’ambito dell’accordo, l’Inter ha presentato un piano aziendale alla UEFA che mira a far sì che il club sia pienamente conforme ai Regolamenti del Financial Fair Play entro la fine dell’anno fiscale che si concluderà il 30 giugno 2018. Per l’anno fiscale terminato il 30 giugno 2016, l’Inter ha rispettato il suo deficit di pareggio massimo dichiarato di € 30,0 milioni. Sulla base dei risultati finanziari per l’anno fiscale conclusosi il 30 giugno 2017, l’Inter si aspetta che rispetti il ​​deficit di pareggio massimo di € 0,0 milioni, sebbene la UEFA non abbia ancora verificato questi risultati (risultato verificato dall’Uefa ufficialmente il 13 giugno, ndr)».

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«Inoltre, l’Inter si aspetta che rispetti il ​​deficit di pareggio massimo di € 0,0 milioni per l’anno fiscale che termina il 30 giugno 2018. Tuttavia, l’Inter potrebbe non rispettare le restrizioni sugli ammortamenti dei giocatori per l’esercizio 2017 ed è possibile che la UEFA possa estendere le sanzioni sportive sopra descritte da applicare alla stagione 2018/2019». Evento che, descritto nel bond emesso lo scorso dicembre, si è quindi poi verificato nei giorni scorsi, con l’ufficialità da parte dell’Uefa.

1 COMMENTO

  1. Non avrà inoltre alcuna rilevanza la cessione di giocatori presenti nella cosiddetta lista B, quindi le tanto ventilate cessioni dei giovani provenienti dal vivaio non apporteranno benefici per ciò che concerne la rosa in vista delle competizioni europee

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