Yonghong Li (Insidefoto.com)

Yonghong Li sarebbe pronto a considerare la cessione di quota di minoranza del Milan per reperire parte delle risorse necessarie a rifinanziare il debito di 180 milioni della holding Rossoneri Sport Investment Luxembourg nei confronti del fondo Elliott.

E’ quanto riportano alcuni quotidiani in edicola tra cui il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport.

La cessione di una quota di minoranza del Milan non è una novità assoluta. Se ne era parlato, seppur molto marginalmente, nei mesi scorsi e peraltro i piani iniziali di Li prevedevano di acquisire il Milan in cordata, e non in solitaria.

Ora però – sottolinea la Gazzetta dello Sport – un socio è più che mai necessario per riuscire a completare il rifinanziamento del debito.

Da quanto filtra ci sarebbe più di un soggetto interessato alla questione, ma il presidente rossonero, nei giorni scorsi in “missione segreta” a Milano, si è concentrato in particolare su una figura, chiaramente protetta dal massimo riserbo.

Per il momento gli incontri sono avvenuti con gli advisor: se l’iter procederà senza intoppi il prossimo sarebbe col diretto interessato.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera il possibile socio di minoranza per il Milan individuato da Yonghong Li sarebbe una persona fisica, non un’azienda e non cinese.

Si tratterebbe comunque non di una strada alternativa alle banche (che resta il percorso preferito), ma parallela: il rifinanziamento potrebbe avvenire in parte attraverso istituti di credito e in parte grazie alla liquidità di un nuovo socio. L’obiettivo è arrivare a raccogliere circa 400 milioni.

Inutile dire che l’ingresso nel club (si parla della possibile cessione del 20% del Milan) di un personaggio economicamente solido, e possibilmente conosciuto, sarebbe visto di buon occhio dalla Uefa, a cui il Milan ha appena spedito la memoria difensiva nel procedimento sullo sforamento dei parametri del Fair Play Finanziario.

Su questo punto a Nyon sono stati chiari: se subentrassero elementi nuovi la Camera giudicante potrebbe valutarli e magari distaccarsi dalle richieste della Camera investigativa, oppure rinviare la pratica davanti a quest’ ultima, per giudicare un’ altra richiesta di settlement agreement.

Uno dei fatti nuovi potrebbe proprio essere la presentazione di garanzie bancarie per 100 milioni di euro (l’ammontare circa delle perdite previste), che potrebbero essere messe a disposizione dal nuovo socio.

Quella delle garanzie bancarie era una delle richieste avanzate dall’Uefa al momento della valutazione del voluntary agreement, quando da Nyon avevano chiesto o fideiussioni bancarie (le garanzie personali di Li non erano bastate) o il deposito dell’ intera somma.

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