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Pochi posti, costi alti e tanti dubbi: la riforma delle seconde squadre non convince tutti in Serie A. I criteri per l’ammissione delle squadre B alla Lega Pro favoriscono le big, ma non tutte sono pronte a partire.

Secondo quanto riporta Tuttosport, una prima simulazione in base ai criteri scelti dalla Figc vedrebbe in testa Inter, Juventus, Milan e Roma (seguite da Atalanta, Fiorentina e Napoli): nonostante il peso maggiore sia dato ai convocati per le nazionali giovanili, l’impatto della classifica finale dello scorso campionato e del numero di spettatori allo stadio resta comunque importante, favorendo le big.

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Tuttavia, come spiegato da Repubblica, ad oggi solo la Juventus è pronta: i bianconeri dovrebbero giocare le gare casalinghe ad Alessandria o Pinerolo, puntando sui giovani della Primavera. Il posto dovrebbe essere quello lasciato libero dal Bassano, che nei prossimi giorni si fonderà ufficialmente con il Vicenza.

Per le altre, però, non mancano i dubbi. Inter, Roma e Milan sono alla finestra, mentre Napoli, Fiorentina, Sampdoria, Udinese e Atalanta, che si erano dette interessate, dovranno con molta probabilità aspettare il 2019/20.

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Pallone e cartello Serie A ( Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Tra le problematiche, anche l’aspetto infrastrutturale: serve infatti un impianto a norma, e poche squadre Primavera ad oggi disputano le gare casalinghe in stadi che rispettano gli obblighi per la Lega Pro. Senza dimenticare il pagamento di 1,2 milioni per l’iscrizione: i costi stimati, prosegue Repubblica, si aggirano sui 3/4 milioni di euro a stagione.

Tuttavia, i posti potrebbero non essere più di 2/3, compreso quello che sarà occupato dalla Juventus: in tempi così stretti, non è detto quindi che tutte le big interessate riescano ad organizzare una seconda squadra. E il progetto rischia di essere rimandato per tutti alla prossima stagione.

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