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Il logo della Serie A (Insidefoto.com)
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La Figc ha determinato i criteri e le procedure valevoli per le Seconde squadre delle società di Serie A, ai fini dell’integrazione dell’organico del Campionato Serie C 2018/2019, nel caso in cui venissero a liberarsi dei posti per mancato ottenimento delle licenze da parte dei club che hanno diritto di partecipare alla competizione.

Si distende il clima tra Figc e Lega B: tavolo di lavoro sulle seconde squadre

Criteri ammissione seconde squadre Serie C 2018 2019 – Le convocazioni nelle nazionali giovanili

Il primo criterio riguarda i giovani calciatori convocati nelle Nazionali Italiane dalla Under 21 alla Under 15 (valore 40%). Per le Seconde squadre di Società partecipanti al Campionato di Serie A 2018/2019 sarà formata una graduatoria tenendo conto del numero delle convocazioni per gare internazionali, nelle stagioni sportive 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018, dei loro calciatori nelle Nazionali Italiane dalla Under 21 alla Under 15. Saranno assegnati 20 punti alla società che risulterà aver collezionato, con propri calciatori, il maggior numero di convocazioni nelle suddette stagioni sportive e via via sarà assegnato un punteggio decrescente, fino alla attribuzione di un solo punto alla società che, con propri calciatori, avrà collezionato il minor numero di convocazioni.  In caso di parità nel numero delle convocazioni, prevarrà la società che avrà collezionato il maggior numero di convocazioni nella Nazionale Under 21, e così a scendere fino all’Under 15. Qualora permanga ancora una situazione di parità, si procederà a sorteggio.

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Criteri ammissione seconde squadre Serie C 2018 2019 – La classifica finale dell’ultimo campionato

Il secondo criterio riguarda la classifica finale dell’ultimo Campionato (valore 30%). In questo caso, sarà formata una graduatoria così formulata: verranno assegnati 20 punti alla prima classificata, e così a scendere fino ai 4 punti della squadra giunta diciassettesima; 3 punti alla prima in Serie B; 2 alla seconda in Serie B e 1 alla vincitrice dei playoff.

Criteri ammissione seconde squadre Serie C 2018 2019 – L’affluenza agli stadi

Il terzo criterio riguarda infine il numero medio degli spettatori allo stadio dalla stagione 2012/2013 alla stagione 2016/2017 (valore 30%). Il dato si riferisce alle gare interne di regular season disputate dal 2012/2013 al 2016/2017 ed è ottenuto dividendo il totale degli spettatori (paganti e abbonati) risultante dai dati forniti dalla SIAE per il numero totale di incontri disputati dalla società nel periodo considerato. Alle società verrà attribuito un punteggio crescente da 1 – assegnato alla società con il numero medio di spettatori più basso –, fino a 20, per la società con il numero medio di spettatori più elevato. In caso di parità, tra due o più società, per numero medio degli spettatori, prevarrà la società che nell’ultima stagione sportiva abbia il numero medio di spettatori più elevato; in caso di ulteriore parità, si procederà a sorteggio.

Alessandro Costacurta (Insidefoto.com)
Alessandro Costacurta (Insidefoto.com)

Criteri ammissione seconde squadre Serie C 2018 2019 – Il peso dei tre criteri

Considerando il peso dei tre criteri – 40% il primo e 30% i due restanti – la classifica finale si otterrà utilizzando la seguente formula: punteggio convocazioni Nazionali x 0,4 + punteggio classifica finale x 0,3 + punteggio numero medio spettatori x 0,3. In caso di parità di punteggio nella classifica finale, prevarrà la società meglio classificata secondo il criterio della posizione in classifica nell’ultima stagione. Le società di Serie A, per integrare l’organico del Campionato Serie C 2018/2019 con le loro Seconde squadre, dovranno versare un contributo straordinario alla Lega Italiana Calcio Professionistico di euro 1.200.000,00.

9 COMMENTI

  1. La Juventus è quella messa meglio in quasi tutti i punti e credo che farà sicuramente una seconda squadra in Lega Pro, con tutti i giocatori validi giovani che ha in giro può far benissimo una squadra discreta. Magari venisse in B, significherebbe alzare il livello non solo della secondo squadra , ma dell”intera Serie B, pensare di affrontare Juve B, Milan B, Inter B , Roma B , renderebbe il campionato più interessante anche dal punto di vista televisivo e di sponsor !

    • Non so se la juve e’ la prima in graduatoria. Penso che per i criteri 2 e 3 sia perfattamente in parita’ con l’inter. Che ha giovanili piuttosto forti.

  2. A mio parere, il criterio della posizione finale di serie a è il vero sintomo dell’influenza dei “poteri forti” nella Lega Calcio : piuttosto che favorire le squadre più forti del massimo campionato sarebbe stato meglio utilizzare il criterio della posizione finale in campionato delle squadre giovanili( solo Primavera o anche categorie inferiori). Con questi criteri vengono tenute poco in considerazione quelle squadre che fanno il loro percorso in Serie A soprattutto grazie ai talenti delle loro fucine. Le seconde squadre dovrebbero avere il solo scopo di rendere più competitivi i giovani italiani di tutte le realtà per ammorbidire il divario competitivo che ad oggi c’è tra Primavera e Serie A. Senza contare che i giovani delle grande squadre ,generalmente, potrebbero essere pronti per la Serie A o la Serie B ,mentre un campionato di Serie C potrebbe far emergere quei giovani di squadre minori “meno privilegiati” (dal momento che anche a livello giovanile non giocano partite internazionali), tenendo anche presenti le riluttanze della Lega di Serie B circa l’opportunità di ammettere le suddette seconde squadre in Serie B qualora dovessero ottenere il Pass per la competizione superiore. A prescindere da considerazioni di dettaglio, è una riforma che il calcio italiano aspettava da anni così da poter adeguarsi agli altri massimi campionati.

  3. X Luca. Le squadre b servono alle grandi squadre. Non alle provinciali. Esempio; barrow o latte l’atalanta li puo’ anche far giocare in prima squadra… lirola e rogerio il Sassuolo li può fare giocare in prima squadra. Nessuno dei giocatori citati possono giocare nella juventus. Possono invece giocare nella juventus b. Quindi L’unico criterio giusto sarebbe la classifica di serie A. Cioè più sei forte più hai bisogno della squadra b. Più sei provinciale e più puoi fare esordire i giovani in prima squadra e la squadra b non ti serve.

    • Paolo capisco benissimo cosa intendi. Però va detto ,tornando al tuo esempio, che tali giocatori sarebbero potuti diventare più celermente pronti alla Serie A (durante quella fase di transizione tra Primavera e Prima squadra) e accumulare più esperienza sul campo, oltre anche a portare un beneficio economico alla Squadra A ,facendosi notare e permettendo di realizzare plusvalenze alla suddetta. A mio parere ,l’introduzione di tale normativa così come delineata devierebbe leggermente dalla ratio di valorizzare i giovani italiani, con risvolti pratici a vantaggio delle Big( pensa ad esempio ad un Barrow che piuttosto che fare panchina con l’Atalanta aspettando il suo momento ,preferisca andare alla Juve B facendosi notare ed entrando in quel giro di calciatori gestiti dalle grandi squadre ,che ad oggi possono solo valorizzare tali calciatori girandoli in prestito ,con eventuale formula del diritto di riscatto).

  4. Certamente hai ragione. Le squadre b favoriranno le grandi e penalizzeranno le provinciali. Infatti si è dovuto aspettare il disastro della nazionale per averne il varo. Prima non si è fatto per l’ostacolo delle provinciali. Però in tutta Europa ci sono le squadre b. Noi non possiamo essere gli unici che per tutelare le provinciali non facciamo le squadre b. Già facciamo il campionato a 20 per far contente le provinciali. Distribuzione dei diritti tv non proporzionali all’audience ma più favorevoli alle provinciali. Premi a chi retrocede in B dalla A. Insomma almeno una riforma a favore delle big ogni tanto è bene farla.

  5. Come ho detto anche io auspicavo una riforma in questo senso , certo però che, secondo me , il dialogo tra le parti non finirà qua dal momento che potrebbe esserci l’opposizione preclusiva della Lega Serie B alla promozione delle squadre B nel campionato cadetto. Auspico solo che una riforma così importante e delicata possa essere oggetto di revisione con il tempo, con lo scopo di far convergere al suo interno gli interessi di tutto il sistema calcio italiano ( tutta la serie A , ma anche le realtà provinciali più piccole in Serie B e Lega Pro che, ad ora, potrebbero essere pregiudicate dalla riforma).

  6. Fatti tutti i calcoli precisi, oggi il Corriere dello Sport riportava come le uniche 2 sicure, qualora eventualmente si liberassero 2 posti extra, ad oggi sarebbero soltanto 1° Juventus e 2° Roma

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