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(foto Insidefoto.com)

«Il paziente migliora, anche se ancora non gode di buona salute. Dalla stagione 2016-2017 il calcio italiano esce in qualche modo rafforzato». Parte così l’analisi sul calcio italiano nel Report Figc 2018, lo studio della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), sviluppato in collaborazione con AREL(Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC(PricewaterhouseCoopers).

Il valore della produzione del calcio professionistico italiano cresce infatti del 17,2%, quasi il doppio di quanto era cresciuto la stagione precedente. Il risultato netto resta negativo, ma in miglioramento del 58,1%, da 372 a 156 milioni. La gestione operativa dei club fa registrare un Ebitda pari a 734 milioni. Tali risultati vanno analizzati alla luce del fatto che la svolta è stata garantita da un incremento del 71,4% delle plusvalenze generate dalla compravendita dei calciatori, salite a un totale di 749 milioni rispetto ai 437 della stagione precedente e in gran parte appannaggio dei club di maggiori dimensioni.

report figc 2018

Il valore della produzione aggregato è cresciuto come mai prima nell’ultimo decennio da 2.311 (Stagione Sportiva 2007-2008) a 3.350 milioni. Nell’ultimo anno resta positivo il trend dei ricavi da sponsor e attività commerciali (da 2.625 a 3.350 milioni, +12,8%), anche se essi ancora non crescono ai ritmi della concorrenza europea.

Boom plusvalenze in Serie A: ricavi a 2,9 miliardi e conti vicini al pareggio

L’esplosione delle plusvalenze, che rappresentano nel 2016-2017 il 22,4% del valore complessivo della produzione del calcio italiano professionistico, ha provocato un calo percentuale del peso specifico delle voci di ricavo da gestione caratteristica, che tuttavia mantengono lo stesso trend di lieve aumento o di stasi della stagione precedente.

report figc 2018

In particolare, i proventi da diritti media scendono dal 40,3% al 37,6% del totale, quelli da sponsor e attività commerciali calano dal 16,3% al 15,7%, quelli da stadio scendono dal 9,5% all’8,3%. I ricavi di vendita nel loro complesso crescono da 2.420 a 2.601 milioni, per un incremento del 7,5%, inferiore rispetto a quello del 7,8% dell’esercizio precedente.

Ritorna sotto controllo il livello del costo del lavoro, che raggiunge il picco di 1.693 milioni, ma con un aumento limitato al 3,7% rispetto alla stagione precedente. In totale, il costo della produzione sale da 3.143 a 3.312 milioni, una crescita contenuta al 5,4%. Nel 2016-2017 la percentuale di club con un risultato netto negativo è pari al 74%, rispetto all’87% del 2014-2015, con una diminuzione della perdita aggregata da 536 e 156 milioni di euro (-71%), un miglioramento dell’Ebitda del 317% (da 176 a 734 milioni) e un rilevante decremento dell’incidenza del costo del lavoro sul valore della produzione (dal 58% al 51%).

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A livello finanziario si è assistito ad un importante rafforzamento del Patrimonio Netto aggregato (dai 37 milioni di euro del 2014-2015 ai 358 del 2016-2017), mentre l’Equity ratio è passato dall’1% all’8%. Resta allarmante il dato dell’indebitamento complessivo del calcio professionistico italiano, che sfonda per la prima volta nella storia il muro dei 4 miliardi.

report figc 2018

 

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