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Giancarlo Abete e Carlo Tavecchio (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Le componenti della Figc hanno trovato l’accordo: sarà Giancarlo Abete il candidato unico di Lega Dilettanti, Lega Pro, Aic e Aia per la presidenza della Federcalcio.

La fumata bianca è arrivata dopo il secondo giorno di vertice tra le componenti. L’ex n.1 della Figc, dimessosi dopo l’eliminazione al primo turno al Mondiale brasiliano, avrebbe, secondo quanto riferiscono fonti delle componenti, dato la sua disponibilità.

Sul nome di Abete, candidato alla Presidenza Figc scelto da Lega Pro, Lnd, Aic e Aia, «c’è stata un’unanimità per la grande competenza, esperienza e la capacità dimostrata in passato di saper aggregare le componenti federali», secondo quanto spiega in una nota la Lega Nazionale Dilettanti.

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«L’auspicio di tutti i presenti è ora di poter avere al fianco nel progetto la Serie A, non coinvolta sinora in attesa della nuova governance, la Serie B e l’A.I.A.C. Proseguirà – aggiunge la Lnd – in questi giorni la raccolta delle firme per la richiesta al Commissario di convocazione dell’assemblea elettiva».

Sulla candidatura di Abete ha scelto di convergere anche Gabriele Gravina, che aveva avanzato il nome del funzionario di Stato Vito Cozzoli: Abete, oggi consigliere federale in quota Lega Pro, era inizialmente sostenuto da Sibilia e Tommasi.

Nomi su cui è intervenuto anche Giovanni Malagò: “Vito Cozzoli? Mi ha cercato ieri e ci siamo sentiti stamattina, mi ha fatto sapere che aveva piacere di comunicarmi il nome della sua candidatura prima di leggerlo sui giornali – le parole del presidente del Coni nonché commissario della Lega di A -. Io ne ho preso atto, mi ha detto che è una candidatura che deve avere il carattere dell’unitarietà e io gli ho detto che oggettivamente mi sembra in contraddizione visto che la Lega di A, che conosco bene, non sapeva proprio di cosa stessimo parlando. Questo discorso si commenta da solo”.

“Se si parla di volontà di condividere – ha spiegato Malagò all’Ansa – si deve fare a monte, non a valle. Tutto si può parlare tranne che di unitarietà. Ho sempre detto che ognuno è padrone di fare le scelte e io non ho mai espresso un giudizio pro e contro un candidato – conclude il commissario della Lega di A – Dico solo che se si parla di candidatura unitaria, lo fermo subito e dico che le cose non stanno così. La Lega di A non sa di cosa stiamo parlando. Penso che il percorso così parta molto male”, ha concluso Malagò.