anticipi posticipi orari 37a giornata serie A
Il gol di Kalidou Koulibaly contro la Juventus (Foto Andrea Staccioli/ Insidefoto)

Lo scontro scudetto si potrebbe decidere anche in base agli orari. Juventus e Napoli, infatti, giocheranno in contemporanea solamente nell’ultima giornata: negli altri turni, invece, le rivali per il titolo scenderanno in campo non solo in orari ma anche in giorni diversi. Motivo per cui la società partenopea si è già mossa per chidere alla Lega di poter giocare in contemporanea ai bianconeri nella penultima giornata, quella del prossimo 12/13 maggio, come spiegato dalla Gazzetta dello Sport.

Anticipi e posticipi per il 37° turno infatti non sono stati ancora ufficializzati. E, visto che si tratterà di una giornata che potrebbe risultare decisiva, con la Juventus che farà visita alla Roma all’Olimpico mentre il Napoli sarà in campo a Marassi contro la Sampdoria, il club campano non vuole lasciare nulla di intentato.

Higuain e Insigne in Juventus-Napoli (Andrea Staccioli/Insidefoto.com)

Molto dipenderà anche dalle tv, che dovranno dare l’ok per la modifica del palinsesto del penultimo turno, ma dagli ambienti napoletani, spiega la Gazzetta, prevale l’ottimismo sulla possibile approvazione della richiesta.

Sull’argomento si erano espressi anche i vertici del calcio italiano, Giovanni Malagò e Roberto Fabbricini. «Giocare in contemporanea le ultime 4 partite di campionato? Questo discorso lo abbiamo fatto ad inizio stagione in Lega serie A e tutti hanno accettato questa alternanza perchè d’altronde i diritti televisivi sono quelli che aiutano molto il calcio italiano – il commento di Fabbricini a Radio CRC -. La contemporaneità sarebbe stata la soluzione migliore, ma le regole del gioco vengono dettate in tempi non sospetti ed è anche giusto rispettarle. Il campionato è gestito dalla Lega per cui il discorso della contemporaneità delle ultime 4 gare sarebbe da rimandare a Milano».

«Sarebbe giusto, ma se le squadre hanno stabilito determinate regole a inizio stagione e quelle regole sono state accettate con le tv, che sono la loro massima fonte di introito, poi non è corretto cambiare in corsa. Non ho nulla in contrario, ma le parti d’accordo per correttezza devono essere due», ha spiegato invece Malagò.