Collina gudizio VAR
Pierluigi Collina (Cesare Purini / Insidefoto)

«Mi auguro che il Mondiale in Russia sia il migliore ma che non lo sia per la Var, ma perché gli arbitri hanno lavorato e si sono preparati al meglio». Lo ha detto Pierluigi Collina, presidente della commissione arbitrale della Fifa, a margine del raduno dei 36 arbitri e dei 63 assistenti selezionati dalla Fifa per preparare i Mondiali in programma in Russia il prossimo giugno. «Io so che da un punto di vista di comunicazione parlare di questa, che è la grande novità, sia molto attraente: io credo che sia invece molto importante anche sottolineare il lavoro che viene svolto dagli arbitri per evitare che si debba ricorrere all’utilizzo della Var».

Collina sulla Var, l’ultima decisione sempre dell’arbitro: la tecnologia sarà un paracadute

«Come vedrete sicuramente, come avrete visto, il lavoro fatto è importante anche sul terreno di gioco, vengono replicate attraverso l’utilizzo di calciatori delle situazioni che poi sono le stesse che vengono ad accadere sul terreno di gioco durante una partita, proprio per cercare di dare agli arbitri una preparazione che sia quella che serve a farli essere bravi, a prendere decisioni corrette sul terreno di gioco. Poi se dovesse capitare qualcosa di negativo, se dovesse essere commesso un errore, sicuramente avere il paracadute del Var sicuramente li aiuterà».

Tuttavia, per Collina «nel gioco del calcio l’interpretazione dell’arbitro ha una rilevanza molto importante. Ci sono e ci continueranno a essere degli episodi in una partita dove rimarranno diverse le opinioni, e l’arbitro dovrà prendere la sua decisione che rimarrà la decisione finale».

Collina sulla Var: «Molti sport utilizzano la tecnologia, ma solo per decisioni fattuali»

Collina ha ricordato che «ci sono molti altri sport dove la tecnologia, come l’Instant replay o l’occhio di falco, è stata implementata ormai da vari anni, ma in tutti questi sport è solamente per decisioni fattuali, non per interpretazioni». «Fare la stessa cosa nel calcio significava probabilmente limitare troppo la portata dell’intervento, perché dire che interveniamo solamente su un fuorigioco di posizione, o per stabilire se un fallo è stato commesso all’interno o all’esterno dell’area di rigore, ma non per un fallo di mano non visto dall’arbitro perché in quel momento coperto da un altro giocatore, questo forse significava limitare troppo la portata, e sarebbe stato un peccato non poter utilizzare il Var anche per queste situazioni».