Circolano indiscrezioni importanti riguardanti il Real Madrid, che in cerca di nuovi fondi avrebbe firmato un accordo con un investitore, pronto a elargire un finanziamento in cambio della partecipazione all’attività di sponsorizzazione del club per i prossimi 4 anni. L’importo del finanziamento non è stato reso pubblico, ma – come riporta “Palco23” – il conto annuale per questa attività supera già i 200 milioni di euro.
Nuovi finanziamenti Real Madrid, l’investitore otterrà una percentuale sui guadagni
Il contratto è stato siglato nella prima metà della stagione 2017-2018 ed è «collegato alla crescita e allo sviluppo del reddito derivante dalle sponsorizzazioni, con una durata iniziale di quattro anni e una possibile proroga di uno o due anni in base al rispetto di determinate condizioni economiche». Si tratta di una delle prime occasioni in cui un club della Liga opta per ottenere liquidità anticipata attraverso la formula del “conto congiunto”. In pratica, il “partecipante al conto” – in questo caso il fondo investitore –, fornisce le risorse necessarie affinché il gestore – il Real Madrid – possa svolgere le sue operazioni. Alla fine del periodo concordato, l’investitore recupererebbe il denaro precedentemente prestato e una percentuale sui guadagni ottenuti.
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Nuovi finanziamenti Real Madrid, l’accordo non comprende Adidas ed Emirates
La giunta direttiva del club ha spiegato che «l’accordo comprende tutte le categorie di sponsorizzazione, ad eccezione delle di quelle sportive e commerciali della divisa da gioco e dei “naming rights” dello stadio e dei campi di allenamento». Il che vale a dire che sono esclusi gli accordi esistenti con Adidas e con Emirates. Al di sotto di questi due marchi – che portano nelle casse dei Blancos circa 120 milioni di euro a stagione – si trova il resto del business, che supera i 100 milioni l’anno e che comprende sponsor come Movistar, Microsoft, Nivea Men, Audi, Hankok, Mahou, Exness, EA Sports e Hugo Bosss. Questo elenco è quello dei partner globali, ma il contratto di “conto congiunto” comprende tutti i settori, il che apre le porte a un’accelerazione delle partnership su base regionale. Attualmente ce ne sono solo undici e molte sono centrate in Spagna, come CaixaBank, Codere o Sanitas. Esiste quindi un margine di crescita significativo in regioni come l’Asia e l’America, i cosiddetti mercati strategici sempre più obiettivi dei grandi club europei.