Il presidente del Milan, Yonghong Li (foto: Daniele Mascolo)
Il presidente del Milan, Yonghong Li (foto: Daniele Mascolo)

Con un altro pagamento a singhiozzo, Li Yonghong si mantiene alla guida del Milan. Il proprietario cinese del club starebbe infatti finalizzando il versamento nelle casse del club di 10 milioni di euro, evitando di appoggiarsi a un nuovo prestito ponte da parte di Elliott.

Si tratta della prima tranche dell’aumento di capitale da 37,4 milioni deliberato dal cda del 13 marzo, sollecitata dall’ad Marco Fassone per le esigenze di ordinaria amministrazione.

Dell’avvenuto versamento dovrebbe prendere atto il cda della società rossonera che si riunirà questa mattina. In passato il cinese ha fatto ricorso a prestiti offshore, da Hong Kong o paradisi fiscali come le isole Cayman, e questi 10 milioni avrebbero la stessa provenienza.

Secondo quanto riferito dall’agenzia ANSA, il proprietario del Milan, assistito da Merril Lynch, sta tentando di rifinanziare il debito con Elliott, ma secondo fonti finanziarie starebbe anche valutando una possibile exit strategy.

Finora il proprietario ha rispettato gli impegni finanziari, ma la sua uscita di scena è uno scenario che più di un osservatore ritiene sempre più probabile.

Secondo le indiscrezioni che filtrano da Casa Milan l’attuale proprietario del club avrebbe intenzione di andare avanti e non avrebbe preso in considerazione la possibilità di cedere la maggioranza del club.

Tuttavia, secondo quanto appreso da Calcio e Finanza in ambienti finanziari, il dossier Milan sarebbe stato presentato dai consulenti di Yonghong Li a più di un soggetto potenzialmente interessato a rilevare il controllo del club.

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Ma finora nessuna offerta concreta è arrivata all’uomo d’affari cinese, né sulla minoranza né sulla maggioranza.

Questioni di prezzo: Yonghong Li, che per acquistare il 99,93% del Milan dalla Fininvest ha speso subito 420 milioni di euro, a cui si aggiungono i versamenti effettuati successivamente con gli aumenti di capitale, vorrebbe ottenere almeno quanto investito.

Una richiesta che viene considerata eccessiva dai soggetti che hanno esaminato il dossier.

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