I giocatori della Major League Soccer spingono per la rivoluzione: ovverosia l’introduzione anche nel campionato statunitense del sistema di retrocessioni e promozioni.

Nel classico sondaggio annuale (denominato “MLS Confidential”) redatto da ESPN, uno dei principali network Usa, sono stati infatti intervistati 104 giocatori di 22 delle 23 squadre del campionato (solo i New York City Fc, per il secondo anno di fila, hanno declinato l’invito).

In particolare, dal sondaggio emerge che il 63% degli intervistati si è detto a favore dell’introduzione di un sistema di promozioni e retrocessioni anche nella MLS. Una percentuale che continua a crescere, passando dal 49% del 2016 al 54% del 2017, dopo il 64% del 2015, primo anno del sondaggio.

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Il commissioner della MLS, Don Garber

“Giocare in una squadra che sta combattendo contro la retrocessione, fa sì che le partite significhino qualcosa: in MLS le partite a fine stagioni, quando si è sicuri di non fare i playoff, diventano stupide, perché a nessuno interessano”, le parole di un giocatore rimasto anonimo. “Servirebbe una riforma del campionato prima di introdurre le retrocessioni: non esiste una seconda divisione valida, chi retrocede non si sa dove finirebbe”, il commento di un altro calciatore.

Il sistema di promozioni e retrocessioni in MLS è un tema che è stato più volte affrontato negli ultimi mesi. Tra i principali promotori della rivoluzione c’è Riccardo Silva, imprenditore italiano proprietario del Miami Fc, che ha promosso un ricorso al Tas proprio riguardo le promozioni: «Ho solo chiesto al Tas di far rispettare anche negli States le regole Fifa che valgono nel resto del mondo. D’altronde appare assurdo che proprio l’America, il Paese delle grandi opportunità, non voglia la vera competizione nel calcio. Tutti i sondaggi dicono che i tifosi vorrebbero il cambiamento».

Inoltre, secondo uno studio di Deloitte l’introduzione di promozioni e retrocessioni nel sistema attuale farebbe aumentare le presenze allo stadio e l’interesse radiotelevisivo del prodotto oltre a migliorare i ricavi commerciali dei club e riflettersi pure sulla possibilità di crescita dei giocatori.

Retrocessioni in MLS, Deloitte: “Il calcio USA imiti il modello europeo”

 

Tuttavia, alla domanda “se fossi commissario della MLS per un giorno, quale sarebbe la cosa che cambieresti?”, solo il 3% ha risposto le retrocessioni: il 36% vorrebbe modificare o eliminare il tetto salariale mentre il 15% aumenterebbe la libertà di movimento tra i club per i giocatori.

Tra gli altri argomenti, il 58% si è detto contrario al passaggio al format del calendario internazionale (con campionati da settembre a giugno), l’82% si è detto non contento dell’attuale struttura salariale della MLS e il 61% vorrebbe una revisione del sistema dei playoff.

 

 

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