Pro Modena utilizzo stadio Braglia

Risale ormai alla fine del 2017 il fallimento del Modena, società per la quale era stato nominato il curatore fallimentare Claudio Trenti. E proprio un documento redatto da Trenti mette in mostra il “buco” creato dalla gestione di Antonio Caliendo che ha portato al crac dei canarini, anche se per capire bene le cifre va fatta una precisazione importante.

Fallimento Modena, quasi 10 milioni sono crediti non esigibili

Come riporta “Il resto del Carlino”, al totale nato dalle domande di ammissione allo stato passivo che ammonta a oltre 15 milioni di euro (15.329.019,35 euro) quasi due terzi nascono da una questione che è molto più antica rispetto all’arrivo dell’ex patron canarino. Quasi 10 milioni infatti (9.976.000 per essere precisi) sono infatti crediti infondati (quindi non esigibili, come stabilito da una sentenza civile) che risalgono al famoso contenzioso quando c’era Romano Amadei al timone con l’allora piattaforma televisiva Gioco Calcio, un consorzio nato per tutelare gli interessi delle squadre di seconda fascia, fra cui il Modena, che nel 2003-04 produsse e trasmise alcune gare di A e B. La tv durò appena un anno e da lì nacque un contenzioso fra il Modena e il Chievo, che guidava la piattaforma: per questo nel fallimento del club canarino hanno chiesto di essere ammessi anche il Chievo, il presidente Luca Campedelli, la stessa Gioco Calcio e la Plus Media Trading, per un totale di quasi 10 milioni, che però non sono stati ammessi, in forza di quella sentenza.

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Fallimento Modena, dalla gestione Caliendo un buco di 5 milioni di euro

Il “buco” creato da Caliendo ammonta dunque a poco più di 5 milioni di euro (5.353.019,35 quella esatta), di cui il curatore ha ammesso al fallimento poco più della metà, circa 2,8 milioni (2.769.928,53), mentre i restanti quasi 2,6 milioni non saranno liquidati. La categoria più numerosa di creditori è ovviamente quella dei giocatori gialloblù, per i quali il curatore ha dato il via libera a pagare poco più di 406 mila euro per un totale di 27 ex canarini. Solo “briciole” invece per gli allenatori: Capuano ha rinunciato ai soldi in fase di rescissione e Novellino è ammesso solo per 9.200 euro di contributi previdenziali non versati.

Carpi, Modena, Antonio Caliendo
Antonio Caliendo

Fallimento Modena, quasi un milione al Fisco e 240 mila euro agli ex dipendenti

A fare la parte del leone nella procedura è l’Agenzia delle Entrate ammessa per 990.318 euro per il mancato versamento contributivo, mentre il Comune di Modena che aveva chiesto di essere ammesso per oltre un milione riceverà al massimo 346mila euro. Ci sono poi 3.119 euro di debito verso la Ausl per il mancato pagamento delle visite mediche e i 67mila all’Inail.

Oltre ai giocatori, l’altra categoria più presente è quella degli ex dipendenti (oltre 240mila euro) e degli ex allenatori del settore giovanile. Fra le cifre ammesse i 7mila euro dell’ex ds Pavarese, ma anche i 2mila euro di Angelo Forcina, ex presidente e cognato di Caliendo. E poi ci sono i fornitori privati, con 20.400 euro di una nota casa di cura di Roma, 3.500 euro di una farmacia di Modena, 33mila euro di una struttura modenese di riabilitazione, 45mila euro dall’ex sponsor tecnico, 34mila euro da Infront e anche 39.700 euro da un noto procuratore milanese.

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