nuovo stadio Venezia
Joe Tacopina, patron del Venezia (foto Insidefoto.com)

Il ritorno in Serie B del Venezia è costato circa 13 milioni di euro in due anni a Joe Tacopina. Il patron dei lagunari ha infatti aperto il portafoglio per coprire le perdite, in seguito agli investimenti fatti per portare a termine il doppio salto dalla Serie D alla Serie B.

Nella stagione 2015/16 il FBC Unione Venezia non era riuscito ad iscriversi al campionato di Lega Pro: dal fallimento, nascono due diverse società, il Calcio Venezia 1907 (che attualmente è iscritto alla Terza Categoria in Veneto) e il Venezia Football Club Società Sportiva Dilettantistica, che viene riconosciuto come unico erede della disciolta Unione Venezia e quindi viene ammesso alla Serie D.

L’azionista di maggioranza della nuova società è l’avvocato statunitense Joe Tacopina, che ha partecipato alle cordate Usa per acquistare prima la Roma e poi il Bologna. L’addio ai rossoblu, non senza polemiche con Saputo, gli ha aperto le porte della Laguna.

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Nelle prime due stagioni, Tacopina ha quindi versato circa 13,5 milioni di euro nelle casse del Venezia. Nel 2015/16, infatti, l’aumento di capitale da 3,5 milioni ha permesso di coprire le perdite dell’esercizio chiuso il 30 giugno 2016, pari a 3,2 milioni di euro (3.268.392 euro): a fronte di ricavi per 235mila euro, il Venezia nell’anno della Serie D ha avuto costi per 3,4 milioni di euro (3.493.701 euro), di cui 507mila euro per salari e stipendi e 2,3 milioni di costi per servizi.

Un anno costoso che ha portato alla promozione in Lega Pro. Dove il club lagunare non ha badato a spese: nell’esercizio chiuso il 30 giugno 2017 il Venezia ha avuto ricavi in crescita a 1,6 milioni di euro (1.635.402 euro), ma costi in impennata per complessivi 11,3 milioni di euro (11.356.643 euro). In particolare, ad avere impatto sono stati i 7,6 milioni di costi per il personale, di cui 6,2 milioni in salari e stipendi.

I lagunari hanno così chiuso la stagione 2016/17, che è coincisa con la promozione in Serie B, con una perdita di 9,7 milioni di euro (9.757.621 euro). Perdita coperta interamente con versamenti da parte di Tacopina, che nel corso della stagione aveva versato nelle casse del club 9,9 milioni di euro (9.983.376 euro), con un patrimonio netto che al 30 giugno 2017 era quindi positivo per 457mila euro.

Tuttavia, l’obiettivo del club è quello di diventare autonoma finanziariamente nei prossimi anni: fondamentale è per questo, si legge nella Relazione sulla Gestione, almeno la permanenza in Serie B, che permette di ridurre i costi ed avere maggiori entrate da diritti tv, insieme all’attività del settore giovanile e lo sviluppo del progetto del nuovo stadio.

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