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Tifosi Hellas Verona in Tribuna (Foto: Insidefoto)

“Il risultato sportivo verrà sempre dopo l’equilibrio di bilancio. Meglio in Serie B sani che restare in A e fallire”. Maurizio Setti, presidente dell’Hellas Verona, non gira intorno al punto.

“Il Verona non farà come il Parma o come altre società che hanno fatto un “buco” economico folle e sono scoppiate. Noi l’Iva la paghiamo, e anche tasse e contributi”, ha spiegato il patron dei gialloblu in un’intervista al Corriere di Verona. “Tifosi? Li capisco, e il sogno che ho è vedere il Verona che si consolida in Serie A, cosa che accade più facilmente a fronte della crescita del fatturato – prosegue Setti -. Mi prendono in giro perché parlo di internazionalizzazione del brand, ma è così che si cresce: marketing, merchandising. Il calcio è business. Negli ultimi anni eravamo arrivati a un punto in cui l’Hellas pagava 38 milioni di ingaggi per i giocatori, su un fatturato che al massimo poteva raggiungere i 48 milioni. Insostenibile”.

Maurizio Setti, presidente dell’Hellas Verona (foto Insidefoto.com)

L’obiettivo, comunque, resta la salvezza: “Dobbiamo salvarci a tutti i costi, abbiamo la possibilità di riuscirci stando tutti uniti e facendo in modo che la squadra, fino al termine del campionato, venga incitata. Resto fiducioso sul raggiungimento del nostro obiettivo, da domenica ci aspettano 13 gare in cui noi possiamo fare risultato, conta solo quello per ottenere 6 punti in più della quart’utima al termine della stagione. La salvezza resta un obiettivo raggiungibile, con il pubblico e la città che potranno essere un grande aiuto per la squadra”.

Setti poi smentisce le voci relative al ruolo dell’imprenditore Gabriele Volpi: “Ho un rapporto di grande stima e amicizia con lui. Più volte gli ho proposto di entrare nel Verona, ma voleva coinvolgermi in progetti al di là dell’ambito calcistico. Non è mai stato un rubinetto economico per il Verona – le parole del patron gialloblù – mi ha dato dei soldi in via personale. La procura ha smentito che il prestito obbligazionario fosse a favore dell’Hellas. Se ho ridato i soldi? Una persona non ci ha permesso di chiarirci e ora siamo per vie legali”.

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(foto Insidefoto.com)

Il patron poi conferma: l’Hellas Verona è solo e soltanto suo. “La Falco è di Setti, così come  l’HV7 e l’Hellas Verona sono di Setti. La filiera è quella. La Falco è diventata italiana per una semplificazione burocratica. Ci sono commercialisti di primo livello che gestiscono quste cose. La gestione del Verona è a posto. Sono presidente e proprietario del Verona. Tutte le istituzioni preposte hanno certificato questa cosa”.

Negli ultimi anni è così circolata la voce di un Verona in vendita, e per Setti “l’Hellas vale non meno di 70 milioni di euro. Questi sono numeri certificati, tra patrimonio giocatori, marchio, settore giovanili, introiti derivanti dai diritti tv. Il prezzo è questo. Offerte? Mai nulla di serio. Calzedonia? È un gigante, Sandro Veronesi è un grande imprenditore, ma da parte sua non c’è alcuna volontà di entrare nell’Hellas e, comunque, di mettere dei soldi in una realtà del calcio”.

 

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