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La Serie A va in trasferta in Spagna. Per convincere i presidenti circa la bontà dell’offerta di Mediapro, la multinazionale spagnola dei diritti tv, Infront, l’advisor della Lega di Serie A, ha deciso di invitare i rappresentanti dei club di Serie A ad assistere al derby Espanyol-Barcellona.

L’obiettivo dichiarato? Mostrare ai manager dei club di Serie A le facilities di Mediapro, così da far toccare con mano ai più diffidenti la consistenza dell’azienda.

La partita del resto, osserva il quotidiano, è molto più incerta e avvincente del previsto.

Ieri gli spagnoli hanno presentato al comitato “audiovisivi” della Lega il loro progetto. E lunedì faranno altrettanto davanti all’assemblea, prima di consegnare due diverse buste.

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Nella prima ci sarà la nuova offerta per il bando da “intermediario”. Si parla di 970- 980 milioni di euro (un adeguamento da 20-30 milioni rispetto all’offerta iniziale).

Nella seconda ci sarà una proposta, con due opzioni una a tre e l’altra a sei anni, per costruire il Lega Channel.

Mediapro punta ad un ruolo di produttore e finanziatore a tutto tondo, che prevede la realizzazione di un canale tematico con l’intenzione di rilevare anche la Serie B e l’archivio delle squadre in modo da costruire un palinsesto attivo 7 giorni su 7, che verrebbe dato in affitto al maggior numero di piattaforme possibile.

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Allettati chi dalla prima chi dalla seconda “busta”, i rappresentanti dei club ieri hanno deciso di posticipare il varo del terzo bando, quello pensato per andare incontro alle richieste di Sky che, in caso di un’offerta di prodotto “in esclusiva”, si dice pronta a fare un investimento più vicino alle iniziali richieste dei presidenti (intorno al miliardo).

Se ne riparlerà il 16 febbraio, giorno in cui scadono i termini per la proposta di Mediapro. Che ora appare come il piano A.

La proposta spagnola tra l’altro si è rafforzata, nelle ultime ore, anche grazie alla cessione del 54 per cento del gruppo per 850 milioni di euro al fondo cinese Orient Hontai.

Una manovra complicata – la firma finale è stata apposta alle 4 del mattino di mercoledì dopo tre mesi di lavoro – che ha permesso a Jaume Rourers, il grande capo dell’azienda, di liquidare uno dei fondatori Gerard Romy, coinvolto nell’inchiesta dell’Fbi sulla Fifa. «Una macchia sulla cravatta» che avrebbe potuto ostacolare l’intera operazione.

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