«Una squadra di calcio deve essere come una famiglia, il presidente è come padre o un fratello maggiore e tutti devono sentire la sua fiducia e stimolo io l’ho fatto e sono diventato il presidente più vincente, il mio esempio vale la pena di essere seguito».

E’ il consiglio dell’ex presidente del Milan, Silvio Berlusconi, al presidente della Roma, James Pallotta, spesso “accusato” di essere troppo lontano, anche per ragioni geografiche, dalla Roma.

Berlusconi, che ha parlato a Radio Radio, ha aggiunto: «Come presidente del Milan io cercavo di essere presente prima di ogni partita per incentivare i ragazzi. E davo anche il numero di goal da segnare e molto spesso venivo obbedito…».

James Pallotta (Insidefoto.com)
Il presidente della Roma, James Pallotta (Insidefoto.com)

L’ex proprietario del Milan ha parlato anche della candidatura del presidente della Lazio, Claudio Lotito, nelle liste di Forza Italia.

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito (Insidefoto.com)
Il presidente della Lazio, Claudio Lotito (Insidefoto.com)

«Lotito è sempre stato vicino alla squadra, mi ha parlato della sua voglia di impegnarsi per l’Italia, sente di dover mettere a disposizione la sua esperienza di imprenditore per il Paese, sono stato lieto di accoglierlo in Forza Italia e mi attendo da lui impegno appassionato e proposte non solo su calcio e lo sport», ha affermato Berlusconi.

Berlusconi è tornato a parlare anche del Milan, chiedendo nuovamente a Gattuso di schierare un modulo con due punte (nel finale della partita di ieri contro la Lazio il Milan ha giocato con due punte, dopo aver iniziato la gara con il 4-3-3).

«Ho visto la partita di ieri. Non c’è male, ma dissento dal modulo a una sola punta dell’anno scorso e che vedo anche quest’anno», ha detto Berlusconi.

Milan Lazio 0-0 semifinale andata TIM Cup 2017-2018 [VIDEO HIGHLIGHTS]

«Non c’è niente da fare – recrimina l’ex patron rossonero – da trent’anni abbiamo vinto con le due punte e una mezz’ala che le serve. Abbiamo Bonaventura e Suso e diverse prime punte di notevole capacità ma con una sola, e con Suso e Bonaventura esiliati alle ali, finisce che loro scartano uno, due, tre avversari ma poi si trovano in una posizione dalla quale possono fare solo cross e non tirare in porta come sanno fare, mentre la punta si ritrova circondata da due marcantoni della difesa e quindi non abbiamo mai potuto sfruttare uno solo dei cross di quei due».

«E per fare gol – e’ la battuta con la quale Berlusconi chiude la sua disamina calcistica – occorre tirare in porta».