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Dalla prossima stagione ogni società che parteciperà alle competizioni europee dovrà pubblicare obbligatoriamente il bilancio sul proprio sito internet, con tanto di rapporto dei revisori dei conti.

E’ questa, secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, una delle principali novità del cosiddetto Fair Play Finanziario 2.0, l’aggiornamento per il triennio 2018-2021 del regolamento Uefa sulle finanze dei club.

La discussione, tra l’Uefa e le associazioni di leghe, club e giocatori, è ancora in corso ed è stata approfondita in un workshop a Roma. Ma a maggio le linee guida dovrebbero diventare norme, in vigore già per la prossima stagione.

Secondo la Uefa l’attuale versione del fair play finanziario ha dato ottimi risultati nel riequilibrio tra entrate e uscite. L’impianto generale sarà dunque confermato, ma sarà integrato con ulteriori regole per la trasparenza.

Insieme all’obiettivo del competitive balance, l’equilibrio competitivo tra le 12 big e le altre squadre, sotto la presidenza di Ceferin la Uefa persegue infatti la massima trasparenza nei conti.

Si profila, oltre alla messa online dei bilanci, l’obbligo per tutti i club di rendere note le commissioni pagate agli agenti e di armonizzare la redazione dei bilanci a livello europeo e nazionale, evitando disparità nella contabilizzazione di diritti tv e mercato.

Lo sbilancio eccessivo in una sessione di mercato potrà essere monitorato con più elementi di giudizio e farà suonare l’allarme: potranno essere anticipati i controlli e richiesti alle società i budget annuali.

La stretta dell’Uefa e quella della Fifa sul monopolio dei grandi procuratori non sono tuttavia le uniche novità in materia di finanza applicata al calcio. Ce n’è una rilevante di natura politica.

Il Consiglio d’Europa ha approvato mercoledì scorso un documento, votato a larghissima maggioranza dall’assemblea parlamentare, in cui invita l’Unione Europea a creare un osservatorio indipendente sul governo del calcio, incaricato in particolare di vigilare sulle storture del mercato: stipendi fuori controllo e transazioni per somme abnormi.

Il caso Neymar, col passaggio del brasiliano dal Psg al Barcellona per 220 milioni di euro, ha dunque innescato il dibattito anche a Strasburgo. «Troppo denaro nuoce al calcio e lo uccide: bisogna evitare che si autodistrugga » , ha concluso la parlamentare lussemburghese Anne Brasseur.

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