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Neymar, grande colpo estivo del Paris Saint Germain (Foto: Insidefoto)

L’ultima finestra di mercato estiva ha lasciato tracce profonde. Scossa dalle spese del PSG (402 milioni di euro per gli acquisti di Neymar e Mbappé), l’Europa del calcio ha deciso di contrattaccare nel campo del fair play finanziario. Il 1 ° settembre è stata lanciata una “indagine formale” contro il club di Parigi, che al momento non ha portato a decisioni o sanzioni.

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Financial Fair Play 2.0, nessun disavanzo di bilancio previsto

Al di là di questo gesto simbolico, la UEFA ha iniziato lo scorso autunno a lavorare a un progetto maggiormente strategico. Obiettivo: regolare il mercato dei trasferimenti. Secondo quanto riportato da “Le Parisien”, sarebbe in cantiere lo studio di un “Financial Fair-Play 2.0”, che dovrebbe entrare in vigore dalla prossima stagione.

Kylian Mbappè (Insidefoto.com)

Il principio fondamentale del fair play rimane lo stesso, ossia la parità di bilancio. Tuttavia, nessun limite di disavanzo annuale (30 milioni di euro nella versione attuale) è incluso nel progetto FFP 2.0. Alcuni grandi club, incluso il PSG, sostengono che questo limite debba rispecchiare una percentuale del fatturato. La parte più interessante riguarda però il divario limite tra acquisti e cessioni.

Financial Fair Play 2.0, divario limitato nelle spese per acquisti e cessioni

La differenza durante una stagione verrebbe fissata a -100 milioni di euro. Ad esempio, il PSG avrebbe potuto spendere 420 milioni di euro solo se avesse venduto giocatori durante la stessa stagione per almeno 320 milioni. Altri club presi di mira dalla riforma, come Milan o Manchester City, non potrebbero più mostrare alla chiusura di bilancio deficit per 150/160 milioni di euro.

Un’altra pista percorribile potrebbe inoltre essere quella della limitazione del numero di giocatori sotto contratto, portando la soglia a 25. Una regola che non penalizzerebbe club come il PSG, ma società come il Chelsea hanno circa 60 giocatori in giro per il mondo.

Questo progetto – ancora in via di definizione – dovrebbe essere votato il 24 maggio durante una riunione del Comitato Esecutivo UEFA e implementato nella prossima stagione. Nel frattempo, le modalità precise saranno oggetto di intensi negoziati. Una riunione del consiglio dell’ECA (European Club Association) è prevista per lunedì, alla presenza di Nasser Al-Khelaïfi e Jean-Michel Aulas. Poi un secondo incontro è previsto martedì presso la sede UEFA a Nyon (Svizzera), questa volta del Professional Football Strategy Council, un organismo che riunisce tutti gli attori del panorama calcistico europeo.

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