Il presidente di Mediaset Premium, Adriano Galliani (Insidefoto.com)
Adriano Galliani (Insidefoto.com)

Alla vigilia dall’assemblea della Lega Serie A in calendario domani, Mediaset avrebbe sciolto le riserve e si appresterebbe ad alzare l’asticella della propria offerta per acquisire parte dei diritti televisivi 2018-2021 del campionato. Lo riferisce il quotidiano finanziario MF.

La pay tv presieduta da Adriano Galliani, che aveva messo sul piatto nell’offerta presentata lunedì scorso solo 200 milioni per prendere esclusivamente il pacchetto B (le immagini delle partite delle otto migliori squadre tra le quali Juve, Napoli, Inter, Milan e Lazio) a fronte di una base d’asta di 260 milioni, avrebbe sciolto le ultime riserve e sarebbe pronto a staccare un assegno più robusto.

In particolare, secondo quanto riferito da MF, il gruppo di Cologno Monzese sarebbe pronto, all’interno della trattativa privata con la Lega e l’advisor Infront, a portare la propria offerta al livello della soglia minima del bando di gara, appunto 260 milioni.

Ma poi il Biscione si fermerebbe. Perché Mediaset Premium non è interessata a fare l’offerta pure per il pacchetto D (i diritti per gli altri 12 club cosiddetti minori tra i quali figura la Roma).

Il nodo del pacchetto D

Il vero nodo da sciogliere resta il pacchetto D. Perché anche Sky Italia che avendo offerto cifre superiori al minimo richiesto per il pacchetto A (i match delle migliori otto squadre sul satellite) e il C (le immagini complete per il web) non è detto che sia interessata a mettere sul piatto la cifra richiesta, 310 milioni, dalla Lega e da Infront.

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L’amministratore delegato di Sky Italia, Andrea Zappia

Questo perché, Roma a parte, le altre squadre non garantiscono ascolti elevati. E se si considera che da tre anni gli abbonati della pay guidata da Andrea Zappia non crescono (4,78 milioni), mentre quelli di Premium sono calati rispetto alla soglia dei 2 milioni, e che gli ascolti stanno calando (-2% complessivamente lo share al termine del girone d’andata), non è scontato che la tv satellitare si presenti con un assegno da oltre 300 milioni al tavolo con la Lega.

Ma se non sarà assegnato il pacchetto D anche la trattativa privata salterà come i due bandi precedenti.

Il piano B della Lega e Infront

L’opzione alternativa resta quella del coinvolgimento dell’intermediario finanziario. In campo c’è la spagnola Mediapro che già gestisce i diritti della Liga e che a metà del 2016 ha lanciato il canale tematico Gol (oltre alla jv con BeinSport per gli overthe-top).

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L’ad di Infront Italy, Luigi De Siervo (foto: Calcio e Finanza)

Il coinvolgimento di Mediapro è legato anche alla candidatura di Javier Tebas fortemente sponsorizzato da Urbano Cairo, patron del Torino ma soprattutto di Rcs Mediagroup proprietaria dei quotidiani sportivi La Gazzetta dello Sport e Marca. Mediapro che ha offerto 990 milioni potrebbe replicare in Italia il modello spagnolo: non solo la gestione delle immagini ma anche il lancio del canale tematico.

3 COMMENTI

  1. Credo sia sbagliato l’approccio per la base d’asta (dico credo perché non conosco i dettagli), il campionato non è diviso in 3 gironi separati e pertanto si dovrebbe ragionare su di un unico bacino “la Serie A “. Un contributo base equamente distribuito a tutti i club partecipanti ed un contributo a “bonus” in funzione dell’ audience che riscuotono ad ogni singola partita giocata le rispettive squadre . Chi guarda il campionato alla TV non è solo il tifoso dei grandi club es:Crotone vs Juventus probabilmente sono maggiori i telespettatori calabresi rispetto a quelli Juventini pertanto ritengo ingiusto che non venga loro riconosciuto alcun valore, altrimenti fermiamo il campionato alla sola andata giochiamo Solo Juventus vs Crotone ecc . ecc.

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