Diritti tv Serie A, al via le trattative private: "L'obiettivo resta 1,05 miliardi annui"

“La Lega ha deliberato all’unanimità di non accettare alcuna offerta e di far corso alla trattativa privata con l’obiettivo di ottenere non meno del prezzo minimo complessivo già previsto dal…

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“La Lega ha deliberato all’unanimità di non accettare alcuna offerta e di far corso alla trattativa privata con l’obiettivo di ottenere non meno del prezzo minimo complessivo già previsto dal bando che equivale a 1 miliardo e 50 milioni per i pacchetti principali e opzionali”. Lo ha dichiarato il commissario della Lega Calcio di Serie Carlo Tavecchio leggendo il comunicato ufficiale rilasciato al termine della assemblea di Lega sulle offerte per i diritti audiovisivi di Serie A per il triennio 2018-21.

Le offerte ricevute sono state cinque da parte degli operatori televisivi, ha proseguito Tavecchio, a cui si aggiunge una offerta da parte di un intermediario indipendente, che secondo indiscrezioni dovrebbe essere Mediapro. “Qualora le trattative private non andassero a buon fine, la Lega si riserverà di valutare l’offerta presentata dall’intermediario indipendente”, ha concluso Tavecchio.

 

Nel caso in cui le trattative private non portassero alla assegnazione delle licenze, la Lega Calcio potrà procedere entro il 27 gennaio alle 13 alla apertura delle buste presentate dagli intermediari indipendenti relativamente al bando parallelo con base d’asta 1,05 miliardi di euro.

Secondo quanto filtra, le uniche proposte sopra i minimi sarebbero state quelle di Sky, che ha offerto 261 milioni di euro per il pacchetto A (le partite di 8 squadre, le big Juventus, Milan, Napoli, Inter, Lazio, Fiorentina e due di fascia bassa per la piattaforma satellitare), quotato 260 milioni come il pacchetto B (stessi contenuti, per il digitale terrestre), per cui Mediaset avrebbe messo sul piatto 200 milioni.

Per il pacchetto C (per la piattaforma Internet, con le stesse partite di A e B che però includono anche i diritti a trasmettere in bar, hotel e altri accessori), quotato 160 milioni di euro, ci sarebbe un’offerta di Sky da 170 milioni di euro, una di Perform da 100 milioni e un’altra di Tim inferiore. Sarebbe molto al di sotto della base d’asta di 300 milioni di euro l’offerta per i pacchetti D1 e D2 (con le partite delle altre 12 squadre) di Sky, che invece avrebbe superato il prezzo minimo nella sua offerta per i diritti accessori. Numeri che non sono bastati per arrivare all’obiettivo di 1,05 miliardi di euro: obiettivo che la Lega ora spera di centrare dopo le trattative private.