Il concetto di produttività marginale applicato al calcio: il caso Burnley

La Premier League 2017-2018 ha da poco passato il giro di boa con la conclusione del girone di andata e obiettivamente, di sorprese se ne sono viste ben poche. Il…

Burnley (1)

La Premier League 2017-2018 ha da poco passato il giro di boa con la conclusione del girone di andata e obiettivamente, di sorprese se ne sono viste ben poche. Il Manchester City naviga a vele spiegate verso il trionfo e le altre cinque che inseguono per un posto in Europa.

Dopo queste 6, troviamo il Burnley, società medio piccola che ogni anno ripetutamente pone il proprio obiettivo nella salvezza. Ed è proprio sul Burnley che porremo l’analisi qui di seguito e cercheremo di spiegare i motivi del proprio “successo” tramite un concetto che in ambito aziendalistico viene chiamato produttività marginale.

Il concetto di produttività marginale applicato al calcio

La produttività marginale può essere considerata come l’incremento della produzione dovuto all’aggiunta di un lavoratore addizionale.

Applicando questo concetto al mondo del pallone, la si può definire come l’apporto, in termini di punti, derivante da un gol segnato in più.

Non necessariamente la squadra che segna di più vince, perché non tutte le reti sono uguali, non tutti i gol pesano allo stesso modo, in quanto alcune reti hanno un peso specifico diverso rispetto ad altre.

(Insidefoto.com)

Per questo motivo guardare la differenza reti che solitamente viene applicata a fianco dei punti guadagnati da una squadra all’interno della classifica del campionato è estremamente riduttiva e superficiale.

Col terminarsi della ventiduesima giornata, il Burnley si trova in settima posizione, davanti al Leicester City e dietro all’Arsenal, con 34 punti e una differenza reti pari a 0, con 19 gol segnati e subiti: 8 messi a segno e concessi in casa, 11 in trasferta, ai quali corrispondono rispettivamente 17 punti tra le mura del Turf Moor e 17 in giro per l’Inghilterra. Situazione di perfetto equilibrio.

Andando più a fondo però vediamo, che quest’anno la squadra di Sean Dyche è andata oltre il secondo gol solo una volta, la prima giornata di campionato quando espugnò per 3-2 lo Stamford Bridge contro i detentori della Premier del Chelsea.

Gli indici utilizzati per misurare la “produttività marginale” dei gol

Nel corso dell’analisi verranno utilizzati 3 indici:

  • il rapporto gol decisivi/gol totali, che sarà pari a 1 quando ogni gol sarà un gol decisivo, quindi in una situazione di massima efficienza offensiva, e pari a 0 quando non ci saranno reti decisive, situazione di totale inefficienza;
  • il rapporto punti/gol decisivi, cioè quanti punti porta un gol decisivo, e sarà pari a 3 quando ogni gol decisivo si tradurrà in una vittoria, e pari a 0 quando nessun gol decisivo sarà segnato, e quindi non ci saranno punti;
  • il rapporto punti/gol totali, il quale è una diretta conseguenza dei precedenti due rapporti in quanto, ipotizzando un contesto di perfetta efficienza offensiva, se ogni gol totale è un gol decisivo ed ogni gol decisivo equivale ad una vittoria, allora anche ogni segnato porterà ad una vittoria, e quindi sarà pari a 3.

Gli indici di “produttività marginale” applicati ai gol segnati dal Burnley

Guardando le cifre, dei 19 gol segnati dal Burnley, meno di uno a partita, 14 sono primi gol, 4 secondi gol e un solo terzo, come poco sopra citato.

Delle 14 prime realizzazioni, 10 sono decisive, ovvero sono 10 le reti che hanno portato punti; nei secondi gol 2 sono decisivi.

Ponendo a rapporto questi dati, possiamo dire che ad ogni gol totale corrisponde quasi un gol decisivo, per quanto riguarda il primo gol, in quanto l’indice si attesta a 0,71 e i punti derivanti sono 2,40.

Per quanto riguarda il secondo, per ogni due gol c’è un gol decisivo, rapporto uguale a 0,50, il che porta a 2 punti in più.

Il terzo gol del Burnley spiega la situazione di perfetta efficienza: un solo gol segnato, il quale è un gol decisivo che si traduce in una vittoria.

Robbie Brady festeggia il gol al Chelsea nella Premier League 2016-2017 (Insidefoto.com)
Robbie Brady festeggia il gol al Chelsea nella Premier League 2016-2017 (Insidefoto.com)

In altre parole, il primo indice è pari a 1, il secondo pari a 3 e conseguentemente il terzo anch’esso pari a 3.

Facendo una media delle tre categorie di gol segnati, il rapporto gol decisivi/gol totali si attesta a quota 0,74, il rapporto punti/gol decisivi a 2,47 e punti/gol totali 1,90.

Un confronto con il Leicester

Col fine di verificare quanto la situazione offensiva del Burnley sia efficiente è necessario compiere dei confronti con delle squadre che hanno un andamento perlomeno simile.

Il primo riguarda il Leicester City. Dopo 22 giornate, le foxes si trovano ottavi in classifica dopo aver conquistato 30 punti e una differenza reti a +2.

Il bilancio in casa è di 16 gol fatti e 14 subiti, equivalenti a 17 punti, quello in trasferta attesta un bilancio di 18 gol fatti e subiti tradotti in 13 punti.

Jamie Vardy (Insidefoto.com)
Jamie Vardy (Insidefoto.com)

Già questo ci dice quanto il Burnley sia più efficiente degli ex campioni di Premier: pur avendo una differenza reti pari a 0, i primi sono avanti di una posizione in classifica con 4 punti di distanza rispetto ai secondi che hanno uno scarto tra gol realizzati e subiti positivo.

Andando più a fondo servendoci della produttività marginale, il Leicester, dei suoi 34 gol segnati, 18 sono primi gol, di cui 7 decisivi, tradotti in 15 punti; 11 secondi gol, 5 decisivi, e 11 punti guadagnati; 4 terzi gol, di cui solo 1 è decisivo e che porta 3 punti; e 1 quarto gol, il quale non risulta decisivo e quindi non fa registrare alcun punto in classifica.

Facendo una media dei tre indici oggetto d’analisi, si può vedere che il Leicester segna quasi 1,54 gol a partita, con un rapporto gol decisivi/gol totali pari a 0,27, un indice punti/gol decisivi a quota 1,84 e il terzo punti/gol totali a 0,65.

Mettendo a confronto i numeri, si può vedere che i quattro punti in più del Burnley rispetto al Leicester City siano frutto un efficienza nel segnare gol estremamente migliore, pur avendo una differenza di 15 reti segnate: il primo rapporto vede il Burnley a quota 0,74 contro lo 0,24 delle foxes; il secondo rapporto, 2,47 per i primi e 1,84 per i secondi; il terzo indice, 1,90 contro 0,65.

Questo spiega quanto segnare tanto non sia necessariamente utile per avere successo in campionato, in quanto ogni gol, come detto sopra, ha una valenza diversa rispetto ad un altro.

Un confronto con l’Arsenal

Pretendo d’esempio l’Arsenal, in sesta posizione davanti al Burnley, la squadra di Arsene Wenger ha segnato 40 gol in 22 partite quasi due gol a match, ed una differenza reti pari a +12, ma con degli indici che si attestano sotto gli standard del Burnley – la differenza tra le due squadre è di 5 punti.

Il rapporto gol decisivi/gol totali è di 0,30, simile a quella del Leicester, il quoziente tra punti e gol decisivi è pari a 1,98 e i punti per ogni gol sono 0,76.

Tutti gli indici sono inferiori a quelli ottenuti dal Burnley, però, la quantità di gol segnata dall’Arsenal è nettamente superiore, a dimostrazione del fatto che il terzo gol per i gunners è molto più incisivo di quello del Burnley in quanto ha un rapporto punti/gol decisivi di 2,33 con 3 gol che hanno portato punti; e con in aggiunta un quarto gol che apporta 3 punti con un indice punti/gol decisivi pari proprio a 3.

Arsenal (Insidefoto.com)
Arsenal (Insidefoto.com)

L’ottima stagione per il Burnley continua ad andare avanti con ottimismo verso una salvezza che si sta materializzando sempre di più e con un rapporto di efficienza offensiva molto più elevato rispetto ad altre squadre che, avendo un forza economica maggiore, come l’Arsenal, riescono ad ingaggiare dei giocatori dalle qualità tecniche estremamente elevate i quali portano inevitabilmente ad ottenere punti al terzo o al quarto gol, proprio come succede ai gunners.

In ogni caso, l’obiettivo dell’analisi era quello di riuscire a verificare come la differenza reti non sia un termine di paragone esaustivo per verificare l’andamento di una squadra, a differenza della produttività marginale, efficace nel valutare le reti realizzate da una determinata squadra in termini di peso specifico per ognuna di essa.