anticipazioni maglia manchester city 2018-2019
Esultanza dei giocatori del Manchester City (Insidefoto.com)

La dieta quotidiana è particolarmente importante per un calciatore. Ciò che un atleta mangia, sia per tipo di alimento che per quantità e qualità dei pasti, influisce notevolmente sulle prestazioni e sulla resa in campo. L’ultima frontiera del calcio d’alto livello confina con i fornelli di uno chef stellato pronto a calarsi nei panni di personal chef, un’eventualità alla quale ricorrono sempre più spesso i calciatori. «Al mio guru chiedo pure quanto devo bollire un uovo per evitare che mi si metta sullo stomaco», scrive “La Repubblica” sulla scorta delle parole di Ilkay Gündogan.

Personal chef nel calcio, sempre più giocatori ricorrono a questa soluzione per una dieta corretta

E non è l’unico in Premier League dove tante cose arrivano in anticipo. E ovviamente soprattutto a Manchester dove le attenzioni per ciò che avviene dietro le quinte, con Guardiola al City, sono decisamente aumentate: «Con lui in cucina mi sento a casa, è come se arrivasse mamma dal Belgio…», dice Kevin De Bruyne. Un giorno per organizzare i menu di Natale del 2016 al belga consigliarono di chiamare un certo Jonny Marsh, al lavoro tra tacos organici, cous cous arcobaleno e puré di fagioli neri (buoni per contrastare eventuali calorie in eccesso), e da quel giorno la cucina in casa di Kevin è diventata una delle tante cucine di Jonny, 26enne chef lanciato dal cuoco francese Raymond Blanc.

Harry Kane (Insidefoto.com)

Ora il masterchef del pallone chiede 500 sterline al giorno (563 euro). Ha eliminato l’olio, fa largo uso di succo di limone e salsa di soia, non esclude il fritto: «Sa sempre quando, quanto e cosa mangiare», ammette De Bruyne. Tre mesi dopo si sono aggregati Gündogan e Walker. «La verità è che molti giocatori non sanno proprio cucinare e vivono da soli. Non potendo buttarsi sul junk morirebbero di fame. Prima nutrirsi. Poi nutrirsi per rendere di più», ha detto Jonny. Prima dei “private chefs” esistevano i nutrizionisti. «Gli “home chefs” sono nutrizionisti e cuochi, per questo costano, e alcuni studiano biologia», dice Harry Kane che vide la luce attraverso Dean Harper e la sua “Fine Dining”. Pogba l’ha fatto venire dall’Italia. Sulla scia di un business da 65 mila sterline all’anno pro-capite, Yuda Galis ha fondato a Londra una “personal chef services company” chiamata Galor. Il 45% dei suoi clienti sono ricchi. E giocano a calcio.

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