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L'esultanza di Leo Messi dopo il gol decisivo contro il Real Madrid (foto Insidefoto.com)

Un Clásico per provare a conqusitare l’Asia. È questa l’idea della Liga, che ha deciso di posizionare la supersfida tra Real Madrid e Barcellona per domani, sabato 23 dicembre, alle 13: un orario inedito, per cui non sono mancate le polemiche.

Tuttavia, l’obiettivo della Liga spagnola è chiaro: sfruttare il proprio prodotto migliore per avvicinarsi alla Premier League all’estero, soprattutto nei paesi asiatici. Cosa che è già avvenuta, seppur in parte, nella scorsa stagione: quando, secondo la Liga, l’audience internazionale del campionato spagnolo è cresciuta di 501 milioni complessivi, con crescita di 375 milioni solo in Asia.

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(Foto Insidefoto.com)

Una stratagia, quella della Liga, che è partita da lontano: le prime gare ad essere trasmesse alle 12 o alle 13, gli orari praticamente in prime time in Cina e Giappone, sono state nel 2011/12: tuttavia, Real Madrid e Barcellona raramente hanno giocato in quegli orari. Come riporta El Pais, nelle ultime sette stagioni sono state Espanyol (34 volte), Rayo Vallecano (30) e Siviglia (28) le squadre ad aver disputato il maggior numero di gare negli orari “asistici”. Real Madrid e Barcellona, invece, non vanno oltre rispettivamente le 10 e le 8 partite.

Il Clásico del Santiago Bernabéu sarà visto in 182 paesi, con un pubblico potenziale di oltre 650 milioni di spettatori. Motivo per cui, anche dal punto di vista tecnologico, la Liga metterà in campo il meglio: sarà infatti il primo match prodotto interamente in qualità 4K-HDR, con 30 telecamere in 4K che circonderanno il terreno di gioco. Il tutto per portare il meglio del calcio spagnolo in orari ottimali ad esempio per l’India (dove il calcio d’inizio sarà alle 18.00 locali), Indonesia (19.00), Vietnam (19.00), Cina (20.00), Giappone (21.00) e Corea del Sud (21.00).

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“Desideriamo dare loro l’opportunità di guardare il Clásico senza dover stare alzati fino a notte fonda o impostare una sveglia per svegliarsi molto presto”, il comento di Joris Evers, capo delle comunicazioni globali della Liga, riportato dall’agenzia Reuters. “Il Clásico è un evento nazionale in Spagna, quindi è importante per noi che il pubblico spagnolo guardi la partita in un orario che è conveniente per loro, ma per noi è anche fondamentale presentare la Liga come un campionato di calcio mondiale”, ha conclsuo Evers.

1 COMMENTO

  1. Marco Spinelli.Mettessero un tetto salariale agli stipendi dei calciatori e un freno a certe cifre quando si parla di trasferimenti di giocatori e non assisteremmo a queste forme di prostituzione mercantile, come quella di giocare in orari poco consoni alle nostre abitudini per far felici popolazioni che del Calcio in fin dei conti finora gliene importato poco.

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