«Eravamo il team Sky di quei tempi, arrivammo a mettere nel ciclismo anche 15 milioni l’anno. Ma quando Garzelli fu estromesso dal Giro 2002 per una oscura vicenda mai del tutto chiarita, capii che la fine era vicina. Siamo rimasti solo come sponsor di eventi Uci. Ma non vogliamo legare il nostro nome alle vicende di uno o dell’altro corridore, è troppo rischioso».

Così il patron del Sassuolo Calcio , Giorgio Squinzi, ha commentato a La Repubblica, la decisione del gruppo Mapei di chiudere con le sponsorizzazioni al ciclismo, dopo essere stata per nove anni la squadra più importante, con oltre 150 vittorie realizzate tra gli anni ’90 e l’addio nel 2002.

Squinzi parla a seguito del caso Froome e ricorda così la decisione di tagliare le sponsorizzazioni nel ciclismo, puntano invece sul calcio e sul Sassuolo. «Avevamo capito che non era più il momento di restare, perché il ciclismo non rappresentava più un investimento positivo», racconta a Repubblica l’ex presidente di Confindustria, «era diventato un gioco al massacro al quale decidemmo di non partecipare più. Serviva fare compromessi morali inaccettabili per stare al passo con gli altri e soprattutto il prodotto era diventato labile a aleatorio. Se un tuo corridore veniva beccato il danno era devastante».

squinzi sassuolo forza economica patrimonio obiettivo champions
Giorgio Squinzi (Insidefoto)

 

La storia non ha smentito le paure di Squinzi. Dopo aver vinto 7 Tour de France consecutivi tra il 1999 e il 2005 e senza mai essere stato trovato positivo ad un controllo grazie a connivenze e trucchi di ogni genere, sulla spinta di inchieste giornalistiche e poi su pressione dell’agenzia americana antidoping (Usada), Lance Armstrong ammetterà nel 2013 di aver preso di tutto.

Il ciclismo di oggi si è scoperto nudo e indifeso. L’Uci innanzitutto, ha istituito già durante la presidenza Cookson una commissione d’inchiesta, la Circ, e una fondazione antidoping, la Cadf, indipendenti dal potere centrale. E proprio ad un controllo della Cadf è caduto Chris Froome.

1 COMMENTO