budget figc 2015

Sponsor Nazionale. Lontani dal Mondiale, ma vicini alla Nazionale di calcio. E’ il destino degli sponsor legati agli Azzurri che, nonostante l’eliminazione dell’Italia dalla competizione, non abbandoneranno la nave ora che ha fatto naufragio. Per il momento, rimangono a bordo. Anche perché, come racconta a “La Repubblica” il responsabile di uno delle principali agenzie pubblicitarie di Milano «nessuno aveva idea che l’apocalisse sarebbe arrivata davvero e nessuno aveva mai preso in considerazione un piano B».

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In altre parole, nonostante il disastro sportivo ed economico, tutti gli sponsor rimangono al loro posto e non ci sarà nessuna grande fuga. Anche perché c’è un contratto di rispettare, che arriva fino alla fine dell’anno prossimo, e che non ha previsto alcuna clausola di rescissione in caso di mancata qualificazione. «Nessuno ci ha pensato perché veniva dato per scontato che l’Italia sarebbe approdata alla fase finale – conferma uno degli sponsor – così come è ancora troppo presto per capire il tipo di impatto e come rimediare».

Sponsor Nazionale, 42 milioni agli Azzurri nel 2016

 

Nel corso del 2016, ci sono sponsor che hanno garantito cifre rilevanti alla Nazionale. Tim, assieme a Puma, Poste, Fiat ed Eni hanno portato nelle casse della Figc complessivamente 42,6 milioni di euro. Il tutto assieme ad altre aziende, che danno un contributo “minore”, suddivise in varie categorie a scendere. Ci sono 4 premium sponsor – Lete, Lidl, Intralot, San Carlo -, un “luxury partner” – Ermanno Scervino -, 10 “official” partner – Nutella, Frecciarossa, Fassi, Swisse, Radio Italia, Corriere dello Sport, Costa d’Oro, Goleador, Magniflex, Dixan – e due “technical supplier”: Sixtus e Technogym.

Con la sconfitta ancora calda e nel pieno delle polemiche sui vertici della Federazione, gli sponsor accusano il colpo. Il budget e le strategie delle aziende ora saranno diverse. Budget che, per forza di cose, dovranno essere rivisti al ribasso: il giro d’affari legato a minori passaggi pubblicitari in televisione o nelle radio, spazi sui media, cartelloni stradali, video nelle stazioni vedrà un calo fino a 200 milioni di euro: «Un Mondiale senza l’Italia non penalizza solo le pubblicità legate alle partite della Nazionale che non ci saranno, ma rende tutto l’evento meno interessante per gli inserzionisti, c’è una sorta di effetto moltiplicatore».

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