Il logo TIM sui campi della Serie A (Insidefoto.com)
Il logo TIM sui campi della Serie A (Insidefoto.com)

Si va verso il riequilibrio di pesi nella joint venture tra Canal+ e Tim. E’ quanto riporta questa mattina Il Sole 24 Ore.

Nell’ipotesi iniziale la pay tv del gruppo Vivendi avrebbe dovuto avere una quota del 20% mentre Telecom avrebbe avuto il restante 80%.

Ora Tim dovrebbe comunque mantenere la maggioranza, ma Canal+ dovrebbe crescere di peso (si parla del 40%), anche per andare incontro a chi aveva sollevato perplessità sulla formula che assegnava ai francesi le competenze manageriali sui contenuti e ampi diritti di veto, mentre su Telecom distributore dei contenuti in Italia sarebbero ricaduti i maggiori oneri finanziari.

Domani, dunque, il cda di Telecom dovrebbe dare il via libera alla nascita della nuova società che si occuperà di «produzioni e coproduzioni, sia italiane sia internazionali, nonché dell’acquisizione di diritti anche sportivi» e che, nelle intenzioni, dovrebbe costituire la base per la strategia di “convergenza orizzontale” propugnata da Vivendi.

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Nel frattempo però il Governo (oggi il primo incontro fra il ministro Calenda e l’amministratore delegato di Tim, Genish) ha  deciso  di  esercitare  il  golden power in Tim.

Una decisione che allontana l’ipotesi che Mediaset possa aggregarsi alla joint venture in cantiere per chiudere il contenzioso sorto con Vivendi sul mancato rispetto del contratto su Premium, firmato l’8 aprile 2016.

Il Biscione non ha nessun interesse ad uscire da una situazione intricata per infilarsi in un’altra situazione altrettanto intricata che andrebbe comunque sottoposta nuovamente al vaglio dell’Agcom.

Vivendi mediaset scontro premium
Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri

Oltretutto pare che i francesi non siano affatto convinti di buttarsi a capofitto nelle aste per i diritti del calcio, preferendo invece puntare su contenuti video e serie televisive che sono il core business di Vivendi.

Mentre il tempo stringe l’udienza per la causa civile è fissata per il 19 dicembre, ancora non risulta esserci alcuna proposta formale sul tavolo del negoziato tra Mediaset e Vivendi.

Il gruppo televisivo della famiglia Berlusconi punterebbe a ottenere un congruo risarcimento e sarebbe disposto in cambio a fornire contenuti in esclusiva, ma senza entrare in strutture societarie con i francesi.

Vivendi, di suo, pare abbia intenzione di tirar fuori dal cassetto il progetto Vivendi Italia che, annunciato per giugno, potrebbe ora vedere la luce entro fine novembre e forse avere un ruolo nel negoziato con Mediaset.