Silva (MP&Silva): "Il valore del calcio italiano è in crescita: ma ora servono le vittorie"

L’imprenditore, fondatore di MP&Silva, spiega a Calcio e Finanza la situazione del calcio italiano dopo l’asta per i diritti tv esteri di Serie A.

Riccardo Silva (foto: ufficio stampa MP&Silva)
Riccardo Silva (foto: ufficio stampa MP&Silva)

«Il calcio italiano è sempre cresciuto tantissimo: quando i club italiani torneranno a vincere, creando magari delle serie storiche, in termini di successi, potremo permetterci di vendere il nostro prodotto calcio ad un prezzo maggiore». Riccardo Silva, fondatore di MP&Silva e oggi azionista di minoranza della azienda attiva nel settore della distribuzione di diritti tv, spiega così, in un’intervista a Calcio e Finanza, la situazione del calcio italiano dopo l’asta per la cessione dei diritti tv internazionali della Serie A.

«Il calcio italiano è sempre cresciuto tantissimo (anche nel passato), non solo in questa occasione – le parole di Riccardo Silva -. L’ultima volta, quando abbiamo vinto noi di MP&Silva, siamo passati da 120 milioni di euro a 200 mln (+67%). In questo nuovo tender siamo passati da 200 a 340 milioni di euro (oltre il 73%). Praticamente quasi lo stesso livello percentuale».

Il confronto con la Spagna? «Le ultime quattro Champions League siano state conquistate esclusivamente da squadre spagnole. Così come gli ultimi 10 palloni d’oro sono finiti nelle mani di calciatori militanti nella Liga. Quando i club italiani torneranno a vincere, potremo permetterci di vendere il nostro prodotto calcio ad un prezzo maggiore».

Il risultato dell’asta ha visto IMG superare l’offerta di MP&Silva. Un’asta in cui «trovo anche comprensibile che, dopo tre cicli (dove la serie A ha scelto la nostra struttura), si sia optato per una nuova realtà – ha proseguito Silva -. È giusto che la Serie A ed Infront abbiano deciso di provare qualcosa di diverso rispetto al passato. Noi manteniamo un grande portafoglio di diritti tv (la Premier league inglese, la NFL per tutta l’Europa, la F1 e la Bundesliga per diversi mercati), per noi quindi la Serie A era un aspetto sicuramente affettivo, ma “neutro” sotto il profilo commerciale».

Chiusura dedicata al progetto del Miami Fc, squadra di NASL (la seconda divisione del calcio Usa) di proprietà dello stesso Silva. «Trovo antisportivo l’aspetto per cui, per essere promossi in MLS, bisogna pagare: abbiamo già chiesto un intervento al presidente della Fifa Infantino a riguardo. In generale, l’esperienza come presidente del Miami FC è unica. Mi sto trovando benissimo negli USA –  per l’organizzazione e lo spirito dei tifosi negli stadi».