napoli cagliari 3-1 6 maggio 2017 ritorno minuti giocati stranieri serieA
Esultanza dopo il gol di Dries Mertens (foto Insidefoto.com)

La crisi della nazionale riporta in auge uno dei temi che ciclicamente si ripropongono nell’analizzare il calcio italiano.

Troppi stranieri in serie A?

Posto che è assai difficile capire quale sia una misura giusta e quale quella eventualmente in eccesso, in un calcio internazionalizzato come quello moderno, per dare una idea del fenomeno viene in aiuto il CIES.

L’istituto di ricerca svizzero ha effettuato una rilevazione che guarda non tanto al numero di stranieri presenti, ma al loro minutaggio effettivo.

Il tutto a dimostrazione del fatto che non solo gli stranieri sono tanti, ma che sono anche “pesanti” e “decisivi” nelle rispettive squadre.

Per quanto riguarda la serie A ecco il podio:

  1. Napoli 82,1%
  2. Lazio 80,1%
  3. Inter 79,8%

A seguire: Roma 78,3%, Udinese 75,3%, Juventus sesta col 73,3%, Atalanta 69,6%, Sampdoria 61,5% e Fiorentina 61%.

I tre club che hanno invece fatto minore ricorso agli stranieri sono tutti nelle retrovie: Spal 17,3%, Benevento 19,8% e Sassuolo 21,2%.

Il podio europeo è occupato a sorpresa da tre club ciprioti: Apollon Limassol (98,8%), Anorthosis (95,3%) e AEK Larnaca (91,5%).

Se invece guardiamo alle prime tre società che giocano nelle prime 5 leghe europee troviamo due londinesi, il Chelsea (90,4%) e l’Arsenal (84,1%) davanti al Napoli, di cui si è detto in termini di primato italiano.

Il calcio moderno è figlio della Legge Bosman molto più che del FFP

Ognuno, naturalmente, può fare le proprie valutazioni. I dati del CIES offrono solo un termine di paragone ed un punto di riferimento.

Quel che è chiaro è che l’internazionalizzazione delle rose, in atto da ormai più di vent’anni, ovvero dall’introduzione della Legge Bosman, è un processo inarrestabile, che solo la programmazione individuale di un club può razionalizzare, ma che a livello di sistema è ormai un dato di fatto difficilmente regolamentabile.

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