L’esercito dei fantagiocatori in Italia conta poco più di 6 milioni di persone che produce oltre 16 milioni di squadre virtuali iscritte a tornei ufficiali e ufficiosi, tra amici e sconosciuti.

Ne scrive oggi Prima comunicazione che conta in Italia 15 piattaforme offerte tra gli altri da Rcs, Sky, Tim o editori puri come Fantagazzetta.

In tutto, secondo conti informali riportati sempre da Prima Comunicazione, il settore vale circa 12 milioni di euro di fatturato diretto a stagione.

Una cifra inferiore ad altri paesi nonostante l’Italia sia il secondo “fanta” mercato dopo il Regno Unito.

Tra le maggiori novità di mercato a livello mondiale si segnala la cronaca automatica delle gare che la NFL (Football americano) genera per 47 milioni di giocatori (e oltre 120 milioni di squadre).

Oltre a algoritmi sempre più sofisticati, predittivi del punteggio e delle singole performance.

Per Nfl si parla di un mercato da 90 Paesi nel mondo che copre il 70% delle pagine visitate totali.

In totale il mercato fantasy Usa conta 90 milioni di giocatori e vale 7 miliardi di dollari di fatturato (il 25% in pubblicità).

L’informazione legata al Fantasy, poi, nel 2016 ha generato 200 milioni di fatturato diretto.

DraftKings, principale operatore, offre quest’anno un concorso con montepremi da 1 miliardo di dollari. La casa trattiene il 10% delle quote d’iscrizione, mentre il resto va a montepremi.

Nel 2016 la raccolta di DraftKings è stata pari a oltre 3 miliardi di dollari con un fatturato per la società di circa 410 milioni.

Il mercato italiano, secondo proiezioni, dovrebbe valere
attorno ai 50 milioni di euro a stagione, calcolando un
valore medio per utente italiano attorno ai 9 euro l’anno
contro gli oltre 556 dollari del suo fantacollega americano. I

l divario tra risultato reale (12) e potenziale (50) è certamente
imputabile, oggi, alla pigrizia informatica e creativa di chi ha
gestito le piattaforme e latitato nello sviluppo di esperienze
utente ingaggianti per il gioco in generale.

A differenza di altri mercati come gli Stati Uniti e l’Inghilterra, infatti, le piattaforme italiane si sono sviluppate avulse da logiche
legate al diritto ufficiale e spesso presentano un’esperienza
utente basilare che lascia poco spazio alla fantasia.

Il consolidamento che Fantagazzetta ha iniziato con l’acquisto di Fantacalcio dal gruppo Gedi e il rapporto stretto tra Lega e TIM promette sviluppi per quello che potrebbe essere un pezzo importante del fatturato digitale italiano.

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