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Euro 2016, il Portogallo campione d'Europa (Insidefoto.com)

Un ‘luglio nero’ rallenta oltre il previsto il mercato degli investimenti pubblicitari: i primi sette mesi dell’anno segnano un calo dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2016. E se si esclude dalla raccolta web la stima sul ‘search’ e sul ‘social’, il calo è del 3,9%, con il singolo mese di luglio che ha perso il 7,3%.

Segnali pesanti dalla televisione, che ha perso il 3,4% su base annua. Le rilevazioni Nielsen scontano la presenza nel 2016 dei Campionati europei di calcio, ma l’inversione di tendenza è chiara: nei primi cinque mesi il settore segnava ancora un aumento 0,5%, nel semestre chiuso a giugno un calo molto limitato: -0,4%.

Tra i diversi settori male gli investimenti dei gruppi di telecomunicazioni (-4,9%), degli alimentari (-4,7%) e della distribuzione (-10,9%).

L’andamento della stampa continua a essere negativo: nel singolo mese di luglio i quotidiani e i magazine perdono rispettivamente il 12,3% e l’8,1%, portando la raccolta nel periodo cumulato rispettivamente a -10,9% e -7,1%.

Prosegue invece il buon periodo della radio che chiude i primi sette mesi con una crescita del 3,4%.

“Il calo di luglio è stato più significativo di quanto potessimo aspettarci – spiega Alberto Dal Sasso, managing director di Nielsen – ma i recenti dati di crescita della produzione industriale confermano il trend di ripresa anche in vista del 2018: la discreta salute della nostra economia sembra confermata dai numeri che arrivano da più istituzioni”.

“Sarà importante vedere se settembre ci confermeranno le previsioni per la fine dell’anno o se sarà necessaria una ricalibrazione: non dimentichiamo che le elezioni del 2018 influenzeranno il sistema Paese già a partire dall’autunno, impattando anche sul mercato della pubblicità”, conclude Dal Sasso.

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