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L'ad di Infront Italy, Luigi De Siervo (foto: Calcio e Finanza)

La situazione dei diritti tv relativi alla Serie A 2018-21 per quanto riguarda il mercato italiano è ancora tutta da scoprire.

Vicino invece il primo momento della verità sui diritti esteri.

Come scrive oggi Tuttosport, venerdì in Via Rosellini saranno aperte le buste con le eventuali offerte arrivate da ogni parte del mondo.

A questa tornata infatti è stato scelto un metodo diverso rispetto al passato: vendita per macro-aree geografiche e non più a un intermediario unico per tutto il globo.

Il meccanismo scelto, come raccontato da calcioefinanza.it, che era presente sia alla presentazione dei diritti tv a Londra che alla seconda serata organizzata a New York, è molto simile a quello della Champions League.

Diritti tv Serie A all’estero: modello Champions League per Infront

Lega e advisor affidano proprio ai diritti internazionali le speranze di un incremento significativo dei ricavi rispetto al triennio in corso.

“Il tentativo – ha più volte spiegato Luigi De Siervo (nella foto) – è quello di creare un tender aperto per i broadcaster ma anche per le agenzie. Questo darà informazioni alla Lega calcio per ragionare in due momenti come per la Champions League. In una seconda fase ci sarà una negoziazione one to one verso soggetti che hanno raggiunto un certo target”.

La dichiarazione d’intenti parla di 300 milioni da raccogliere in tutto il mondo per le partite della Serie A in diretta.

Economicamente sono confermati gli obiettivi: fino a 1,100 milioni sul mercato italiano e un obiettivo più ambizioso che porti il fatturato da 197 milioni a 300 sulla parte internazionale.

L’Italia, a questo punto, verrà dopo l’estero: gli operatori tv stanno aspettando la definizione dei pacchetti dopo il fallimento dell’asta di giugno, quando non sono stati raggiunti i minimi richiesti.

Le emittenti sono in attesa del nuovo equilibrio che sarà deciso da Infront e Lega Serie A con la scrittura del banco, un bilanciamento tra offerta per piattaforma e per prodotto che deve incentivare i principali protagonisti del mercato a offrire.

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