Il calciomercato 2017 ha confermato l’Italia tra i mercati più interessanti in Europa. Un affare per i venditori, ma anche per gli intermediari.

Stando ai dati diffusi durante un convegno tenutosi a Edimburgo, Kimberley Morris, responsabile dell’integrità e conformità di FIFA TMS, il sistema di monitoraggio e registrazione online del sistema internazionale di trasferimento dei giocatori internazionali, ha evidenziato come nell’ultima sessione di mercato il calcio italiano abbia corrisposto 64 milioni di dollari ai procuratori.

Una cifra che corrisponde a 53 milioni di euro al cambio corrente.

In Inghilterra i procuratori hanno incassato in tutto commissioni per 76 milioni di dollari (63,2 in euro).

Per quanto riguarda gli altri dati forniti: il mercato portoghese vale 42 milioni di dollari, quello tedesco 73 milioni di dollari e quello francese 23 milioni di dollari.

Il TMS – che, va ricordato, tiene traccia dei trasferimenti internazionali – ha registrato un totale di 4,67 miliardi di trasferimenti.

Interessante a tal proposito notare che il mercato tedesco ha corrisposto più commissioni ai procuratori. Questo conferma la natura del mercato italiano, molto più portato agli scambi interni, come già visto in una recente analisi.

L’Italia è il paese con il maggior numero di affari interni di calciomercato

Il 98% di tutte le commissioni a livello globale sono state pagate dalle nazioni UEFA.

Di 7.307 trasferimenti nella finestra (167 associazioni hanno periodi di validità dal 1 giugno al 1 settembre), il 7,4% delle commissioni è inferiore a 1 milione di dollari.

Nel 2016 erano stati registrati 7.353 trasferimenti.

Il 78% è venuto dalle cinque grandi associazioni d’Inghilterra, Francia, Germania, Italia e Spagna.

Quel numero si concentra ulteriormente con il 47% di tutte le spese provenienti da soli 50 trasferimenti, con 43 dei trasferimenti più costosi tra le cinque grandi associazioni europee.

Paragonando la finestra estiva e quella invernale, invece: il 49% dei trasferimenti si verifica in estate ma qui si concentra il 78% della spesa annuale.