Angela Merkel (Insidefoto)

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, in piena campagna elettorale in Germania, prende posizione contro le “follie” dell’ultimo calciomercato. «Vedo gli sviluppi finanziari del calcio professionale con un occhio critico come molti altri, che sono incomprensibili per la gente comune», ha detto la cancelliera tedesca al quotidiano Mittelbayerische Zeitung.

Secondo Angela Merkel, FIFA e UEFA dovrebbero «riscrivere le regole» sui trasferimenti per “mantenere un maggiore equilibrio sportivo” tra i club. Equilibri che, secondo la cancelliera tedesca, sarebbero a rischio alla luce di un mercato in cui si spende sempre di più.
La presa di posizione della Merkel arriva dopo quelle dei vertici del Bayern Monaco (club di cui la cancelliera è tifosa), che sia attraverso il presidente, Uli Hoeness, sia attraverso il CEO, Karl-Heinz Rummenigge, avevano chiesto alla UEFA una riforma complessiva del sistema, cercando un accordo con la Commissione europea da sempre contraria a limitazioni alla libera circolazione dei capitali in Europa.
Rummenigge
KarlHeinz Rummenigge
Non tutti sembrano però condividere il parere della Markel, anche all’interno del club bavarese. Tra questi il centravanti del Bayern, il polacco Robert Lewandowski, che ha riconosciuto gli sforzi del Paris Saint-Germain per diventare una forza del calcio mondiale, grazie anche agli acquisti di Neymar e Mbappé.
Nei giorni scorsi la UEFA ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per verificare se il club francese abbia rispettato il fair play finanziario, il regolamento che obbliga i club europei a non spendere più di quanto incassano, con una tolleranza di 30 milioni di euro di perdite su tre anni. Inchiesta che ha trovato una risposta ferma da parte della dirigenza del club parigino. «La UEFA può fare come vuole, ma noi abbiamo fatto tutto in modo trasparente, non abbiamo nascosto nulla, non abbiamo bisogno di nascondere qualcosa», ha assicurato il presidente Nasser Al-Khelaïfi.

2 COMMENTI

  1. Marco Spinelli.Inutile ricorrere al fair play o al salary cap per frenare le follie economiche del Calcio,non servono a nulla, fatto un divieto entrerebbe subito in azione l’escamotage.Se si vuole riportare maggior competitività tra i club diminuendo i costi di gestione non c’è che una strada, entrare in una logica dove i giocatori vengano divisi in fasce d’ingaggio a cui le squadre potranno accedere in base ai risultati ottenuti durante la stagione.Un draft all’americana studiato però in base alle esigenze del Calcio europeo,le forme adottabili possono essere molteplici e avranno nell’età dei giocatori il cardine per applicare il principio che vorrà che chi è protagonista in una stagione gli verranno posti dei limiti per rinforzarsi per quella successiva in modo che la concorrenza possa diminuire il gap tecnico.

  2. ma se quasi tutti i mercati sono regolamentati dai vari antitrust, mi chiedo come mai il mondo dello sport e spettacolo devono funzionare esattamente al contrario, con i diritti che vengono venduti in esclusiva che di per sè “esclusiva” è una parola che non va per niente d’accordo con concorrenza e quindi va a discapito dei consumatori.
    Basterebbe far uscire queste caste dalla loro sfera di cristallo e riportarle nel mondo reale, dove il prodotto e il servizio è in funzione del consumatore, non di chi lo produce…

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