Cairo in Lega c'è unità di intenti
Urbano Cairo, presidente del Torino e di Rcs (Insidefoto)

Urbano Cairo, presidente del Torino, torna sull’assemblea della Lega di A, durante la quale i 20 club di A hanno votato all’unanimità le linee guida del nuovo Statuto. “Non c’è nessun ‘Lodo Cairo’, siamo semplicemente arrivati a un punto, condiviso un po’ da tutti: fare della Lega un organismo diretto da un manager, come fanno in Spagna o in Inghilterra. Il nuovo presidente non comanderà per tutti in maniera dittatoriale, si troverà la sua squadra e ci sarà un piano industriale biennale-triennale”, dice ai microfoni di Radio24 il presidente del Torino proseguendo: “Ho letto di presunti litigi in Lega, mi sembrano parole esagerate, ci possono essere dei punti di vista differenti. La cosa importante è capire che dobbiamo essere gestiti in maniera manageriale. Il punto è che negli ultimi 5 anni l’incremento dei diritti tv è stato del 25%, mentre la Premier League ha triplicato, la Liga ha più che raddoppiato, la Bundesliga ha fatto due volte e mezza”.

Cairo non si limita alla politica calcistica, il numero uno del club granata parla anche di Belotti: “Nessuno si è avvicinato alla clausola rescissoria, l’avevo detto che non si sarebbe mosso da Torino”, restando sul tema mercato, Cairo si dichiara favorevole ad accorciare i tempi: “E’ la cosa più logica da fare”.

E sul momento di difficoltà che sta passando il ct Ventura, ex allenatore del Torino, Cairo sottolinea: “L’ho avuto per cinque anni al Torino e ha fatto cose veramente eccellenti. E’ molto bravo, ma siamo in una fase di passaggio nella quale alcuni grandissimi giocatori stanno invecchiando mentre alcuni giovani stanno entrando. Al Toro Ventura ha sviluppato le conoscenze e le capacità di tanti giovani che sono poi diventati importanti, come Immobile, Darmian, lo stesso Zappacosta”.