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(Insidefoto.com)

Il 15 settembre si terrà il processo sportivo al presidente Andrea Agnelli e ad altri tre dirigenti.

Tutto è nato dal processo penale «Alto Piemonte» sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nella curva e nessun dipendente della Juventus è stato indagato.

Il tema è la cessione dei biglietti agli ultrà e i presunti rapporti non consentiti con la tifoseria.

Il procuratore federale Giuseppe Pecoraro potrebbe chiedere condanne pesanti: il club rischia una multa e il presidente
un’inibizione.

La Gazzetta dello sport oggi ha sentito l’avvocato Mattia Grassani per fare luce sulle possibili conseguenze, anche perchè si tratta di un caso che non era mai stato affrontato prima.

Presidenza ECA. In quanto sindacato autonomo non ci sono problemi per il ruolo di Agnelli. L’eventuale inibizione non compromette la posizione e nemmeno l’operatività.

Conseguenze europee. L’inibizione non si estende automaticamente in Europa. La Federazione può chiedere una estensione facoltativa. La procedura dura 30 giorni e si può fare dopo il terzo grado di giudizio.

Esecutivo Uefa. Agnelli in quanto presidente ECA sarà anche in questo organismo, ma la carica si mantiene perchè ottenuta prima della inibizione a livello nazionale. Solo in caso di condanne pesanti, di oltre un anno, l’Uefa può valutare autonomamente la decadenza.