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Che il calcio sia sempre più uno strumento diplomatico sul quale si possono anche misurare i rapporti politici tra due paesi è ormai assodato.

Nei mesi scorsi calcioefinanza.it ha più volte sottolineato come sullo scacchiere mondiale il calcio come strumento di softpower sia sempre più rilevante.

Lo è – ad esempio – nel riposizionamento dell’Inghilterra in seguito al voto sul Brexit.

E lo è nella strategia di affermazione del Qatar attraverso gli investimenti nel PSG e quello su Neymar in particolare.

L’affare Neymar oltre il calcio, quali equilibri geopolitici dietro l’investimento

Un ulteriore passo è stato fatto nel fine settimana quando la Cina e il Brasile hanno firmato 14 accordi cooperativi, in cui a temi come quelli energetici, legati al nucleare e all’energia idroelettrica si aggiunge il calcio.

In questo modo il presidente brasiliano Michel Temer cerca di rilanciare la più grande economia dell’America Latina. E la tappa di Pechino con il presidente Xi Jinping è decisiva.

Temer, che ha puntato forte sulle relazioni con la Cina, da quando ha preso l’incarico lo scorso agosto, ha definito “prospera ed affettuosa” la relazione diplomatica tra i due paesi.

“Il Brasile è un partner cooperativo principale per la Cina”, ha dichiarato invece Xi.

“La relazione Brasile-Cina ha un significato strategico globale e i due paesi vogliono approfondire la loro cooperazione e procedere in armonia” è la conclusione a cui entrambi sono arrivati.

 

Oltre alle questioni economiche, Xi ha dichiarato – come del resto era noto – di essersi posto l’obiettivo di rendere la Cina una vera forza nel calcio internazionale, sperando di ospitare presto la Coppa del Mondo.

L’economia del Brasile sta lentamente tornando alla crescita dopo due anni di recessione, con l’ufficio di statistica del governo che ha rivelato nei giorni scorsi un miglioramento sostanziale: il tasso di disoccupazione del paese inaspettatamente è sceso al 12,8 per cento nell’ultimo trimestre.

Temer – leader del centrodestra – ha imposto tagli e austerità, leggi più libere sul lavoro e un grande programma di privatizzazione per rilanciare l’economia che considera “malata dopo più di un decennio di governi di sinistra”.

Nel frattempo, tuttavia, il presidente è coinvolto in numerosi scandali di corruzione.

Zhang Run, vice direttore generale del dipartimento cinese dell’America latina e dei Caraibi, ha dichiarato che il commercio tra i due paesi è aumentato di oltre il 30 per cento nei primi sette mesi di quest’anno, spiegando che gli investimenti in Brasile di oltre 30 miliardi di dollari da parte della Cina costituiscono la “destinazione numero uno per gli investimenti cinesi in America Latina”.

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