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Antonio Conte festeggia la vittoria della Premier League con il Chelsea (foto Insidefoto.com)

Ormai, quasi, non fa più notizia. E il fatto che, anche nell’estate 2017, la Premier League abbia infranto un’altra volta il record di spesa complessiva sul calciomercato, non stupisce più di tanto, è anzi accettata come cosa normale.

La spesa da club Premiership nel giorno di chiusura del calciomercato è stata di 210 milioni di sterline rispetto ai 155 milioni di euro dello scorso anno.

La spesa complessiva è stata di 1,4 miliardi di sterline, vicina a 1,6 miliardi di euro.

L’ultima giornata si è caratterizzata soprattutto per il doppio colpo del Chelsea: Zappacosta dal Torino più Drinkwater. Mentre non si è concluso il passaggio di Lemar dal Monaco all’Arsenal e di conseguenza si è chiusa pure la strada per Sanchez al Manchester City.

 

Andando alla parte interessante dei dettagli, Deloitte Sports Business ha spiegato che la spesa estiva dei club Premier League in proporzione ai ricavi previsti del 2017-18 è del 31 per cento.

Alcuni analisti ritengono che limitare l’intero volume d’affari del mercato al 20% sarebbe più sostenibile.

La spesa netta è stata di 665 milioni di sterline, 20 milioni di sterline meno rispetto all’anno scorso quando fu di 685 milioni di sterline. In altre parole: i club di Premier League hanno speso di più, ma hanno anche venduto leggermente meglio.

Solo 4 club hanno chiuso in attivo, si tratta di Swansea, Arsenal, Burnley e Stoke City.

I club di Championship (la seconda divisine inglese) hanno speso 195 milioni di sterline per i trasferimenti dei giocatoriì, una diminuzione rispetto ai 215 milioni di sterline spesi nel 2016.

Dan Jones, partner di Deloitte Sports, ha dichiarato, analizzando i movimenti di mercato: “E’ la prima volta nelle ultime 7 stagioni che la Championship non spende più di quanto fatto nella precedente”.

Ma complessivamente il giudizio di sostenibilità dato da Deloitte è positivo: “Il record di trasferimento per un singolo giocatore è stato realizzato da un grande club europeo (il PSG con Neymar), mentre i club della Premier League godono di un potere d’acquisto ineguagliabile, grazie ad una capacità di redistribuzione relativamente uguale e trasparente della lega”.

Un aspetto, quest’ultimo, che anche in questa stagione darà vita ad un campionato molto combattuto in cui le due di Manchester e il Chelsea partono coi favori del pronostico davanti a Liverpool, Spurs e Arsenal, e con l’Everton pronto ad inserirsi nei quartieri alti del campionato.

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