Marco Fassone, Nikola Kalinic e Massimiliano Mirabelli
Marco Fassone, Nikola Kalinic e Massimiliano Mirabelli

Calciomercato Milan e impatti sul bilancio – Nikola Kalinic è ufficialmente un nuovo giocatore del Milan, l’undicesimo acquisto del club guidato da Marco Fassone in questa sessione di mercato.

«AC Milan comunica» – si legge sul sito del club rossonero – «di avere acquisito a titolo temporaneo, con obbligo di riscatto, da ACF Fiorentina le prestazioni sportive di Nikola Kalinic che ha firmato un contratto con il Club rossonero fino al 30 giugno 2021». Kalinic indosserà la maglia numero 7.

Secondo indiscrezioni riportate da Calciomercato.com il Milan ha chiuso l’acquisto di Kalinic per 5 milioni di euro di prestito più 20 milioni di obbligo di riscatto pagabili in 2 rate. L’attaccante croato ha firmato un quadriennale con uno stipendio netto di 3 milioni di euro annui.

Secondo altre fonti giornalistiche, tra cui il sito della Gazzetta dello Sport, l’operazione da complessivi 25 milioni, sarebbe stata strutturata diversamente: il costo del prestito (che sarà girato subito alla Fiorentina) sarà di 10 milioni, mentre il valore del riscatto sarebbe stato fissato in 15 milioni.

In attesa di avere maggiori dettagli economici sull’operazione abbiamo stimato l’impatto dell’acquisto di Kalinic sul bilancio 2017-2018 del Milan sulla base delle due precedenti ipotesi.

Calciomercato Milan e impatti sul bilancio – Kalinic in prestito a 5 milioni

Sulla base di una struttura dell’operazione come quella delineata da Calciomercato.com (prestito di 5 milioni, più riscatto obbligatorio fissato in 20 milioni) e stipendio netto per il giocatore di 3 milioni, l’impatto dell’arrivo di Kalinic sul bilancio del Milan 2017-2018 sarebbe di 10,6 milioni: 5 milioni di costo del prestito più 5,6 milioni di stipendio lordo.

Calciomercato Milan e impatti sul bilancio - Gli acquisti dopo l'arrivo di Kalinic (scenario 1)
Calciomercato Milan e impatti sul bilancio – Gli acquisti dopo l’arrivo di Kalinic (scenario 1)

Calciomercato Milan e impatti sul bilancio – Kalinic in prestito a 10 milioni

Sulla base di una struttura dell’operazione come quella delineata da Gazzetta.it (prestito di 10 milioni, più riscatto obbligatorio fissato in 15 milioni), sempre con uno stipendio netto per il giocatore di 3 milioni, l’impatto dell’arrivo di Kalinic sul bilancio del Milan 2017-2018 salirebbe invece 15,6 milioni: 10 milioni di costo del prestito più 5,6 milioni di stipendio lordo.

Calciomercato Milan e impatti sul bilancio - L'ipotesi di Kalinic in prestito a 10 milioni
Calciomercato Milan e impatti sul bilancio – L’ipotesi di Kalinic in prestito a 10 milioni (scenario 2)

Calciomercato Milan e impatti sul bilancio –  il mercato in uscita

Se i nuovi acquisti (compreso il rinnovo con aumento di stipendio e clausola di Donnarumma) comporteranno maggiori costi nel bilancio 2017-2018 del Milan compresi tra 116,6 milioni (Kalinic in prestito a 5 milioni) e 121,6 milioni di euro (Kalinic in prestito a 10 milioni), le operazioni in uscita (l’ultima in ordine cronologico è stata quella relativa a Bacca) dovrebbero portare a risparmi di costi per 61,41 milioni.

Calciomercato milan e impatti su bilancio - mercato in uscita dopo il prestito di Bacca
Calciomercato milan e impatti su bilancio – mercato in uscita dopo il prestito di Bacca

Calciomercato Milan e impatti sul bilancio – Il saldo parziale

A poco più di una settimana dalla chiusura del mercato estivo, con alcuni giocatori che potrebbero lasciare Milanello, il saldo relativo ai maggiori costi legati al mercato in entrata e i minori costi legati al bilancio in uscita e ai ricavi relativi al player trading (plusvalenze e incasso prestiti) dovrebbe pertanto tradursi in maggiori costi nel bilancio 2017-2018 del Milan compresi tra 55,4 milioni (scenario Kalinic 1) e 60,2 milioni (Scenario Kalinic 2).

8 COMMENTI

  1. La colonna costo del cartellino deve comprendere tutti i costi con obbligo di riscatto e quindi la cifra totale è ben diversa.
    Se vi è obbligo di riscatto del calciatore deve esserci anche l’obbligo di iscrizione del debito per l’importo pattuito e quindi in contropartita il valore del calciatore nelle immobilizzazioni attive.
    Nello specifico vige il principio di competenza del debito. Se acquisto oggi con pagamento dilazionato il relativo debito è di oggi.
    Inoltre l’impatto sul bilancio annuale deve prevedere anche la disponibilità finanziaria vera per il pagamento della singola rata del debito nell’ottica complessiva del conto economico annuale.
    Il fatto che la società detragga la quota di ammortamento non è sufficiente e non ha nessuna rilevanza nei confronti del creditore.

    • Giuste osservazioni… ma la nostra simulazione si riferisce esclusivamente al conto economico 2017-2018. Quindi per i giocatori in prestito con obbligo di riscatto figura solo il costo del prestito.

    • Giuseppe, sul bilancio 2017-18, l’obbligo di riscatto negli acquisti non centra niente, visto che l’ammortamento va dalla stagione 2018-19 a parte qualche giorno del 2017-18 irrilevante a fine contabile…mentre per le cessioni va messo eccome, visto che il riscatto deve essere fatto entro il 30 giugno e quindi la plusvalenza va tutta a bilancio 2017-18

  2. Ok.
    Ma l’impatto sul bilancio non è completo.
    L’impatto sul bilancio necessita degli altri elementi e poste contabili.
    Così fatto è un semplice prospetto.

  3. l’obbligo di riscatto e’ sempre entro il 30 giugno, quindi nel caso delle cessioni va considerato eccome perché la plusvalenza va a bilancio 2017-18….è molto più interessante considerare le cose fatte bene…visto che il milan parte da un -75 milioni del 2016-17 e per stimare il – del 2017-18 è giusto fare cosi…per capire la situazione tragica del milan…che non avrà molti incrementi di fatturata in questa stagione visto che l’europa League porta tra i 10 e i 25 a seconda dei risultati (tra stadio e tutto) , facciamo un +5 milioni in più per gli incassi da stadio 2017-18 in serie a, 20-25 milioni di sposor farlocchi dalla cina e punto….un -100 e passa con un + 35-55 milioni di incremento fa un ulteriore passivo pesante

  4. […] Caos calmo a Casa Milan, dunque. La strategia c’è e si trova nel business plan, reso pubblico, da Fassone: AC Milan prevede una fortissima crescita dei ricavi nell’arco dei prossimi cinque anni. Come? Punta sulla crescita del mercato cinese con la newco MilanChina e sui guadagni della Champions League. Tanto basta a spendere cifre da capogiro? Tanto basta a sollevare qualche dubbio circa la sostenibilità finanziaria del club. Dubbi che non riguardano solo la Uefa che sta compiendo le sue verifiche. Si è dovuto scusare il presidente della Roma James Pallotta che a fine luglio nel corso di una diretta televisiva, ha lanciato invettive contro la gestione del Milan: “Non hanno i soldi in primo luogo per comprare la squadra, visto che hanno preso 300 milioni in prestito da persone che conosco a Londra, a un interesse piuttosto alto…pagheranno le conseguenze a un certo punto”, aveva detto Pallotta. "Caro Pallotta, siamo pronti a un confronto sui bilanci del Milan e della Roma", fu la puntuta risposta di Fassone . Il quale precisò: “Si sa che qualunque operazione viene fatta con la leva finanziaria… E poi, cifre totalmente sbagliate, la parte relativa al fondo di Elliott è di 180 milioni sui 740 complessivi del club”. Dei 300 milioni, 180  – con un tasso dell’11,5% – sono stati impegnati per completare l’acquisto del Milan e 120 – con un tasso del 7,5% – per l’acquisto dei giocatori. Fassone ha inoltre sottolineato che la campagna acquisti di questa estate è stata fatto con un “bond di 50 milioni”. I soldi non sono stati spesi cash ma a rate. […]

  5. […] Caos calmo a Casa Milan, dunque. La strategia c’è e si trova nel business plan, reso pubblico, da Fassone: AC Milan prevede una fortissima crescita dei ricavi nell’arco dei prossimi cinque anni. Come? Punta sulla crescita del mercato cinese con la newco MilanChina e sui guadagni della Champions League. Tanto basta a spendere cifre da capogiro? Tanto basta a sollevare qualche dubbio circa la sostenibilità finanziaria del club. Dubbi che non riguardano solo la Uefa che sta compiendo le sue verifiche. Si è dovuto scusare il presidente della Roma James Pallotta che a fine luglio nel corso di una diretta televisiva, ha lanciato invettive contro la gestione del Milan: “Non hanno i soldi in primo luogo per comprare la squadra, visto che hanno preso 300 milioni in prestito da persone che conosco a Londra, a un interesse piuttosto alto…pagheranno le conseguenze a un certo punto”, aveva detto Pallotta. "Caro Pallotta, siamo pronti a un confronto sui bilanci del Milan e della Roma", fu la puntuta risposta di Fassone . Il quale precisò: “Si sa che qualunque operazione viene fatta con la leva finanziaria… E poi, cifre totalmente sbagliate, la parte relativa al fondo di Elliott è di 180 milioni sui 740 complessivi del club”. Dei 300 milioni, 180  – con un tasso dell’11,5% – sono stati impegnati per completare l’acquisto del Milan e 120 – con un tasso del 7,5% – per l’acquisto dei giocatori. Fassone ha inoltre sottolineato che la campagna acquisti di questa estate è stata fatto con un “bond di 50 milioni”. I soldi non sono stati spesi cash ma a rate. […]

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