Malagò: match fixing settore incontrollabile, stadi di proprietà passo obbligato

Antimafia, Malagò – Sulla lotta al match fixing “c’è ancora molto da fare per contrastare ciò che si nasconde sotto la punta dell’iceberg che vediamo” per questo è “auspicabile una sempre…

malagò all'antimafia

Antimafia, Malagò – Sulla lotta al match fixing “c’è ancora molto da fare per contrastare ciò che si nasconde sotto la punta dell’iceberg che vediamo” per questo è “auspicabile una sempre maggiore collaborazione tra gli organismi di polizia giudiziaria, delegati alle indagini, e quelli deputati alla giustizia disciplinare”. A dichiararlo è, Giovanni Malagò, presidente del Coni, durante il suo intervento all’audizione dinnanzi la commissione antimafia sulle infiltrazioni della criminalità nello sport. “Poter scommettere su ciascuna competizione sportiva relativamente a decine di combinazioni e di eventi – prosegue il numero uno del Coni – rende di fatto incontrollabile il settore, poiché alcuni esiti afferiscono o possono riguardare anche solo un singolo giocatore, in grado di determinare il realizzarsi di un evento su cui si possono scommettere ingenti somme”.

Malagò sul tema dell’antidoping rimarca: “Le risorse finanziare che il Coni destina dal suo bilancio per l’attività antidoping e per l’esecuzione dei controlli sono aumentate di oltre il 100% dal 2013, anno in cui sono stato eletto presidente, al 2017, passando da circa 1.600.000 a 3.500.000 euro“, e ancora: “nel 2016 – l’analisi di Malagò – sono stati disposti 7790 controlli, di cui 5244 in competizione e 2546 fuori competizione. Su 700 domande pervenute al Comitato, sono state concesse 372 esenzioni a fini terapeutici, negate 55 e 273 ritenute non necessarie. La Procura nazionale Antidoping ha riscontrato 160 inadempienze di reperibilità (91 per mancata registrazione nel sistema e 69 per mancato controllo). Il Tribunale nazionale antidoping ha eseguito nelle sue due sezioni 403 procedimenti disciplinari”.

Antimafia, Malagò: novità per la tessera del tifosi, stadio di proprietà passo obbligato

Il presidente del Coni, infine, annuncia novità per quanto riguarda la tessera del tifoso: “la direzione è quella di includere i tifosi veri e le famiglie e non di escluderli”.

“È indispensabile creare la patrimonializzazione delle società perché se sei proprietario delle mura, poi ti adegui agli standard tecnologici. Io, come presidente del Coni, sono un affitta-camere, ho due clienti come la Roma e la Lazio all’Olimpico e quando li ritrovo? Ma da uomo di sport penso che gli stadi di proprietà siano un passo obbligato. Qual è stato il problema: quando c’era il vento in poppa si è pensato di più a prendere l’ennesimo giocatore che fare un investimento pluriennale per uno stadio di proprietà”, dice Malagò rispondendo in commissione antimafia al senatore Esposito su società sportive e stadi.