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James Pallotta. (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Dopo le polemiche con Marco Fassone, il presidente della Roma, James Pallotta è tornato a parlare in una lunga intervista rilasciata al quotidiano statunitense Boston Globe.

Argomento principale non può essere l’attuale situazione giallorossa, soprattutto per quanto riguarda il progetto del nuovo stadio. “Non voglio vendere – ammette Pallotta -. La capitale italiana e la squadra giallorossa hanno una grande opportunità di avere un nuovo stadio con delle infrastrutture legate all’intrattenimento. Però, se non riesco ad ottenere i consensi, dovrà continuare questa lotta qualcun altro”.

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James Pallotta, presidente della Roma (foto Insidefoto.com)

Altro elemento trattato, sono il peso di social e tv: “Se tu ora hai 15 milioni di followers su Facebook, Instagram e Twitter, le tue sponsorizzazioni dovrebbero essere più alte – prosegue il patron giallorosso -. Così, invece di ottenere 5 milioni di dollari, ne stai guadagnando 10 da un particolare sponsor. Si tratta di spettatori dai social e dalla TV normale. Poi hai i ricavi della Champions League, che potrebbero anche cambiare se ci sarà la Super League: così i ricavi aumenteranno drammaticamente. Ora quando stai guardando queste partite ti devi ricordare che in Asia, India ed altri posti è notte. Si dovrà capire come cambiare questa cosa e una volta che avrai più occhi a guardare, i numeri di pubblicità, di sponsor e di visualizzazioni aumenteranno ancora”.

Con vantaggi che si notano anche sul mercato. “I vantaggi stanno diventando sempre più evidenti. Quando vedi i trasferimenti di cui si sta parlando, ad esempio Neymar e i 200 milioni di dollari, io non penso che lo farei, anche se avessi i soldi. Non so se sia qualcosa di possibile, eccetto 3-4 squadre”.

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Il presidente della Roma James Pallotta (Foto: Insidefoto.com)

Chiusura, infine, sul calcio tra MLS, Premier League e calcio europeo. “Si sta vedendo un bel calcio, sono i migliori giocatori. Non sto denigrando la MLS. Penso che abbiano fatto un buon lavoro di marketing per vendere il loro prodotto. Penso che i campionati europei possano imparare dalla MLS su come hanno fatto per commercializzare il prodotto. Le squadre europee hanno vissuto in maniera diversa loa cultura e il fanatismo. Gli altri, al contrario della Premier League, non hanno fatto un buon lavoro sul brand e sul marketing come la MLS”, conclude Pallotta.

 

 

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